23 Maggio 2024
CronacaPartinico

Da Londra alla Casa di Cura Igea di Partinico: il Dr. Francesco Lo Giudice nuovo cardiologo esterno

Nuovo importante incarico esterno in Casa di Cura Igea: dal 14 luglio è iniziata la collaborazione con il cardiologo Dr. Francesco Lo Giudice, Consultant (corrispondente al nostro Primario) presso il Dipartimento cardiovascolare, servizio nazionale per l’ipertensione polmonare, presso l’Ospedale Universitario Hammersmith di Londra. Il Dr. Lo Giudice sarà presente per le visite a pagamento presso gli ambulatori cardiologici della  struttura  un venerdì di ogni mese e il paziente verrà inoltre seguito costantemente attraverso innovativi strumenti di telemedicina a distanza. Per prenotare le visite: centralino 091 8907410, whatsapp 0918782296, oppure con e mail prenotazioni@igeacasadicura.it.
Hammersmith Hospital Londra

Il Dott. Francesco Lo Giudice opera da anni a Londra, dove riveste l’incarico di Consultant cardiologo presso il Dipartimento Cardiovascolare Hammersmith Hospital, occupandosi della gestione di pazienti con ipertensione polmonare o scompenso cardiaco di natura non determinata. Esegue inoltre da primo operatore gli studi emodinamici (cateterismi cardiaci e coronografie), ecocardiogrammi a riposo e sotto sforzo e interpretazione di test cardiopolmonari. La sua attività professionale di altissimo livello si è svolta in diverse strutture ospedaliere: è stato infatti fino al 2017 Dirigente medico Cardiologo all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Cattinara – Trieste, precedentemente alla Fondazione S. Raffaele – Giglio di Cefalù. Ha iniziato l’attività di Cardiologo nel 1993, nella divisione di Cardiologia pediatrica dell’University Hospital di Cardiff (Galles), per poi specializzarsi in Cardiologia al Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo: è stato medico specialista volontario al Cervello di Palermo per poi vincere una borsa di studio in Cardiologia e Medicina dei Trapianti all’Ismett di Palermo. Ritorna in Gran Bretagna nel 1999, al St. George’s Hospital di Londra, come coordinatore di uno studio finanziato dalla British Heart Foundation, collaborando all’attività degli ambulatori dedicati alla diagnosi ed al trattamento delle cardiomiopatie e dell’insufficienza cardiaca e responsabile medico del laboratorio di eco-stress ed eco-contrastografia. Ritorna, come detto, in Italia a Cefalù e poi a Trieste, per tornare nel Regno Unito nel 2017. “Sono felice di iniziare questa collaborazione con la Casa di Cura Igea di Partinico – dichiara il Dr. Lo Giudice – una struttura di eccellenza che mi ha sorpreso per efficienza e innovazione. Devo dire che sono rimasto colpito favorevolmente dall’approccio al paziente a dall’interesse al suo  benessere complessivo. non soltanto l’aspetto ortopedico e operatorio ma anche alla prevenzione cardiovascolare. ”

Ci racconti il suo percorso lavorativo e perché ha scelto la Gran Bretagna:

“Sono in Gran Bretagna da circa sei anni , in realtà ero andato anche in Gran Bretagna durante la mia formazione che è avvenuta comunque a Palermo, sia come Università che come specializzazione, poi ho fatto periodi brevi in Gran Bretagna dove ho approfondito alcuni aspetti soprattutto di ricerca, legati allo scompenso cardiaco e particolari malattie del cuore. Poi dopo una bella esperienza a Cefalù, sono andato a Trieste, dove ho passato quattordici anni della mia vita e infine ho avuto questa offerta di lavoro e con la famiglia mi sono trasferito a Londra”.

Sappiamo che il nostro Sistema Sanitario è reputato come uno dei migliori al mondo, perché i giovani sono attratti dall’Inghilterra e qual è la differenza tra i due sistemi sanitari?

“Il sistama italiano si è formato basandosi da quello inglese, primo sistema sanitario pubblico, intanto in Inghilterra vi è la possibilità di fare carriera più sul merito, adesso in Italia è più facile fare il medico ma per tanti anni non è stato così. Anche nella ricerca da noi l’accesso è molto difficile, spesso elitario, mentre in Gran Bretagna si trova molto più spazio. Adesso con la Brexit è molto più difficile ma ci sono ancora tante opportunità”.

Articolo Redazionale.

 

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