14 Luglio 2024
CariniCronacaPrimo piano

Giustizia per Gabriele, qualcosa di muove. Chiuse le indagini, indagati il Sindaco Monteleone ed il Vice Sindaco Badalamenti per Omicidio Colposo.

Dopo quasi 28 mesi, finalmente si muove qualcosa sulla vicenda del piccolo Gabriele Conigliaro, morto mentre giocava a calcio con gli amici nel Parco Sofia di Carini.

Ne avevamo scritto in occasione del secondo anniversario della morte, 4 mesi fa, quando lamentavamo il “silenzio assordante” attorno alla vicenda di Gabriele.

Artt. 113 e 589 del Codice Penale

I lavori per la sistemazione del parco giochi.

Il Pubblico Ministero contesta a Sindaco e Vice Sindaco il reato degli articoli 113 e 589 del Codice Penale: cooperazione (art. 113) in omicidio colposo (art. 589), per aver consentito l’apertura ed il perdurare della stessa apertura del Parco Sofia “senza che fossero stati realizzati i necessari adempimenti progettuali e/o tecnico amministrativi previsti dalla legge, dai regolamenti e dalle buone prassi tecnico amministrative…”.

In particolare, in relazione alla realizzazione del campo di calcetto con le porte metalliche “donate” dall’ASD Carini Calcio, “senza assicurarsi che il montaggio delle stesse avvenisse a regola d’arte…”.

In realtà al momento dell’inaugurazione in pompa magna le porte pare fossero fissate al suolo, ma più volte nel tempo, dall’inaugurazione al giorno della tragedia che ha visto la morte del piccolo Gabriele, le porte pare siano state state disancorate dal suolo e spostate, probabilmente perché mancava già da allora la recinzione a protezione del burrone che dal “Parco” arriva al sottostante Cimitero comunale e il pallone spesso e volentieri rotolava di sotto.

Un parco giochi pericoloso sin dal primo giorno!

Le responsabilità politiche

Ecco, allora, l’altra contestazione mossa dal Pubblico Ministero: “nell’omettere i necessari e doverosi interventi periodici di manutenzione…”.

Questo quanto contestato a Sindaco e Vice Sindaco.

Ma il Pubblico Ministero non si ferma qui e aggiunge contestazioni specifiche al solo operato del Sindaco: “nell’omettere di provvedere, anche con ordinanze contingibili urgenti alla chiusura immediata del Parco Sofia che versava in condizioni generali di abbandono e degrado a lui note, con presenza di pericoli, tra cui proprio l’esistenza di porte del campetto di calcio non adeguatamente ancorate al suolo e non sottoposte a manutenzione periodica, ed altresì con la presenza all’interno del campetto di un declivio non protetto lungo la fascia laterale del rettangolo di gioco, in assenza peraltro di qualsiasi recinzione e/o elemento idoneo a prevenire cadute accidentali all’interno del burrone finitimo (confinante) al campo, condizioni queste evidentemente tali da minacciare la sicurezza pubblica”.

La video-denuncia dell’ottobre 2020

In pratica quanto denunciato pubblicamente nell’ottobre del 2020 durante una diretta video da parte dello scrivente, allora candidato alle elezioni comunali. Pubblica denuncia ignorata totalmente da tutti, in primis dall’allora sindaco in carica, ed oggetto di deridenti commenti da parte dei suoi proseliti. Purtroppo, i fatti erano come narrati nella denuncia ed a farne le spese è stato un povero bambino innocente e la sua famiglia.

Ed il rischio non si limita, purtroppo, al solo Parco Sofia ancora oggi chiuso e sotto sequestro, considerato che anche altre strutture pubbliche pare non siano a norma ma risultano ancora oggi aperte al pubblico, senza che nessuno si prenda la responsabilità di verificarne agibilità e certificazioni di sicurezza.

Secondo il Pubblico Ministero questi comportamenti cagionavano la morte del piccolo Gabriele Conigliaro, morto per essere saltato ed arrampicato nella traversa, imitando ciò che fanno tantissimi portieri. Solo che la porta non era ancorata al suolo e Gabriele è caduto all’indietro e la pesante porta di metallo su di lui, uccidendolo sul colpo.

Il tentativo di “scarica barile”

A nulla sono valsi i tentativi in questi mesi di coinvolgere nel procedimento vari funzionari comunali, colpevoli di non aver assecondato i desiderata del sindaco, che ha prodotto a sua discolpa decine e decine di PEC (Posta Elettronica Certificata) dove impartiva direttive e decisioni politiche ai vari Capi Ripartizione, a quanto pare inattuabili per varie ragioni, dalla mancanza di risorse alla confusione di ruoli.

Ora si tratta di impedire che tutto finisca a tarallucci e vino, come spesso accade nella giustizia italiana, considerato il correre della prescrizione e che ad oggi, dal momento della morte del piccolo Gabriele sono già trascorsi 28 mesi.

Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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