14 Luglio 2024
CariniInchieste

Il “sopravvissuto” di Montagna Longa.

In occasione del 52° anniversario del disastro di Montagna Longa, avvenuto il 5 maggio 1972, abbiamo voluto ricordare quanto accaduto in maniera diversa dal solito.

Negli scorsi anni più volte ci siamo occupati del caso (vedi articolo in occasione del 50° anniversario), evidenziando i tanti lati oscuri legati all’incidente ma anche le tantissime coincidenze che ancora oggi, dopo oltre 50 anni, incontriamo lungo la nostra continua ricerca di fatti nuovi che puntualmente si manifestano.

Oggi abbiamo intervistato quello che considero un vero e prorprio “sopravvissuto” al disastro aereo: Sandro Buzzetta, ex Capo Scalo di Punta Raisi (l’operativitià della nuova aerostazione nel 1995 è in gran parte opera sua) e di altri aeroporti italiani ed esteri.

5 maggio 1972, Aeroporto di Fiumicino…

Sandro, quella maledetta sera del 5 maggio 1972 stava per imbarcarsi sul volo AZ112 che lo avrebbe riportato nella sua Carini dopo alcuni giorni a Roma dove si era incontrato con la fidanzata Lidia che viveva a Merano, ad oggi ancora felicemente sposati e nonni.

Si erano quindi salutati e Lidia era ripartita in treno per tornare a casa, mentre Sandro aveva avvisato il padre che stava per imbarcarsi sul volo delle 21 e sarebbe arrivato intorno alle 22, chidendogli di andarlo a prendere all’aeroporto di Punta Raisi non avendo a disposizione la propria macchina: “ci vediamo in aeroporto…“.

Poco prima dell’imbarco Sandro viene bloccato da un collega con il quale aveva fatto i vari corsi ai tempi della loro assunzione in Alitalia, che lo inviata ad una rimpatriata con altri colleghi casualmente a Roma: “prendi il primo volo domani mattina, andiamo a mangiare una pizza insieme e stanotte dormi a casa mia a Ostia. Domani mattina prendi la navetta Alitalia che ti riporta qui, stasera rimani con noi a ricordare i nostri primi giorni“.

Una pizza ti salva la vita.

Sandro dopo un tira e molla si convince e rimane, cena con gli amici, dorme beato tutta la notte e l’indomani mattina prende la navetta per l’aeroporto… ma nella concitazione nell’accettare o meno l’invito dimentica di avvisare il padre che si sarebbe imbarcato il giorno dopo.

Ricordiamoci che siamo nel 1972, le trasmissioni tv dell’unico canale iniziavano nel tardo pomeriggio con la “Tv dei ragazzi” ed il TG era alle 20; non esisteva internet, i giornali andavano in stampa in tarda serata per essere nelle edicole la mattina successiva, non esistevano i telefoni e fare una chiamata dal telefono a gettoni fuori dal proprio comune costava in proporzione quanto costa oggi una ricarica telefonica di 1 mese intero.

Quindi le notizie viaggiavano lente, se non lentissime, anche se era un fatto di interesse nazionale.

Sandro è stato morto per 12 ore.

Sandro, per la sua famiglia e tutti i suoi cari, è “stato morto” sino circa alle 10 del giorno dopo, quando arrivato all’aeroporto di Fiumicino per prendere il volo della mattina, ha scoperto che l’aereo dove non si era imbarcato la sera prima si era schiantato sulla montagna che sovrasta la sua città: Montagna Longa..;

Lidia intanto era arrivata di mattina presto a Merano e vede nelle edicole l’Edizione Straordinaria di qualche testata di fama nazionale: “Disastro aereo in Sicilia, aereo proveniente da Roma si schianta su Montagna Longa a Carini“. Le crolla il mondo addosso e subito telefona a casa di Sandro a Carini, dove la cognata piangente le conferma che Sandro era su quell’aereo!

Il racconto di Sandro…

Il resto è storia. Ascoltatela direttamente raccontata da Sandro, che ci ha raccontato di un fatto nuovo: non era quello l’aereo che copriva la tratta Roma Fiumicino – Palermo Punta Raisi. Aveva avuto un problema tecnico che avrebbe fatto ritardare il volo di oltre un’ora e mezzo ed era stato sostutito all’ulimo momento con uno più grande e potente.

Un altro piccolo tassello nello strano puzzle del volo AZ112.

Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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