Palermo, 11 luglio 2024
Non si ferma la lunga scia di violenza che da mesi ormai affligge il centro storico di Palermo e la centralissima via Maqueda.
Una violenta colluttazione si è verificata questo pomeriggio all’interno di un’attività commerciale gestita da alcuni cittadini del Bangladesh quando, intorno alle 17:30, almeno due tunisini sarebbero entrati all’interno del negozio sito al numero 41 di via Maqueda dove sarebbe nata una violenta lite che ha provocato diversi feriti, per fortuna in condizioni non gravi.
Immediato l’intervento di numerose volanti dei Carabinieri dei Comandi Stazione di Brancaccio, Acqua dei Corsari e Palermo Scalo che, giunte sul posto, hanno interrotto la lite e messo in sicurezza la zona evitando così che la rissa iniziale sfociasse in un regolamento di conti tra connazionali delle due fazioni che si erano appena fronteggiate.
Sul posto sono intervenute anche che tre ambulanze del 118 che hanno prestato soccorso ai feriti.
L’episodio avviene a sei giorni da un altro violento fatto di cronaca, verificatosi a poche decine di metri dal luogo della violenta lite avvenuta oggi e riguardante il pestaggio di un diciassettenne tunisino adesso ricoverato in fin di vita al Policlinico.
Subito dopo l’arrivo del Carabinieri, un nutrito gruppo di cittadini extracomunitari che gestiscono le numerose attività commerciali presenti in zona si è riunito intorno al luogo dove è avvenuta la colluttazione: tra loro tanta paura e poca voglia di parlare. Qualcuno sottovoce commenta che vuole andare via da Palermo perché adesso è diventata una città violenta e ha paura a viverci.
E forse ha anche ragione: quell’isola felice che per anni è stata questa città, adesso sembra essere un lontano ricordo: Palermo si è svegliata bruscamente dal suo lungo sogno di felicità e la realtà adesso sembra essere la stessa di tante altre città del mondo dove violenza e criminalità non sembrano più arrestarsi.
Michelangelo Marino

