Falsificarono le date di una gara d’appalto: condannati due funzionari del Comune di Isola delle Femmine

Per chi si fosse chiesto che fine avessero fatto, negli ultimi tempi, gli architetti Gerlando Mallia e Sergio Valguarnera, da tempo funzionari del Comune di Isola delle Femmine e, a staffetta, responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale (U.T.C.), ecco finalmente arrivare la risposta.

I due dipendenti sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi, con sentenza in primo grado emessa dal GUP del Tribunale di Palermo Cristina Lo Bue, per aver falsificato le date di una gara d’appalto, al fine di non perdere il finanziamento di 70.000 euro ottenuto dal Comune di Isola delle Femmine da parte del Ministero dell’Interno.

Il giudizio in abbreviato arriva per entrambi con l’applicazione dello sconto di un terzo della pena, accompagnato dall’interdizione dai pubblici uffici per una durata di 5 anni.

Il Palazzo Comunale di Isola delle Femmine

Le accuse ai 2 funzionari comunali.

Mallia e Valguarnera sono accusati dei reati di: falsità materiale, falsità in un documento informatico, false attestazioni, accesso abusivo al sistema informatico e percezione indebita di erogazioni pubbliche.

I fatti contestati risalgono ai mesi di settembre-ottobre 2019, quando il Comune di Isola delle Femmine era sotto l’egida dell’allora sindaco Stefano Bologna, oggi consigliere di opposizione.

Già ad agosto 2023, al momento della richiesta di rinvio a giudizio, l’allora Segretario comunale Cristofaro Ricupati aveva disposto la sospensione del procedimento disciplinare, da lui avviato per i due funzionari, in attesa dell’esito del giudizio penale. Oggi, la sospensione dal servizio dei due impiegati è la naturale conseguenza della condanna in primo grado.

L’indagine partita su segnalazione ANAC

L’indagine della Procura, con la contestazione dei diversi capi d’imputazione, prende il via su segnalazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la quale, a seguito di alcuni controlli, aveva rilevato delle anomalie relative all’inserimento delle date di inizio e fine lavori nella piattaforma del Sistema Informativo Monitoraggio Gare (SIMOG) per la messa in sicurezza del tratto finale di via dei Saraceni.

Gli inquirenti sostengono che Mallia, responsabile del settore “Lavori Pubblici”, e Valguarnera, responsabile del procedimento di gara, abbiano modificato tali date, una volta compreso che quelle precedentemente caricate nella stessa piattaforma con relativo Codice Identificativo di Gara (CIG) avrebbero comportato l’inevitabile revoca del finanziamento ministeriale di 70.000 euro, a causa di uno sforamento nei tempi concessi per la realizzazione dell’opera.

Le correzioni apportate, invece, avrebbero consentito di rispettare le tempistiche previste dal Ministero per l’utilizzo del contributo. A seguito dei controlli effettuati, il finanziamento è stato successivamente revocato. Risulta davvero strano che due funzionari con l’esperienza di Mallia e Valguarnera abbiano deliberatamente deciso di commettere un illecito e di rimetterci personalmente le penne solo per salvare un finanziamento pubblico.

Ennesima inchiesta sull’amministrazione Bologna

Questa rappresenta l’ennesima tegola giudiziaria che cade sul Comune di Isola delle Femmine, già nell’occhio del ciclone dopo la vicenda che vede indagati l’ex sindaco Stefano Bologna (sindaco in carica all’epoca dei fatti di Mallia e Valguarnera), il suo consulente dell’epoca Antonino Colletto, e Antonio Croce, ex Comandante della Polizia Municipale nonché Responsabile del Settore Economico e Finanziario dell’epoca, ad oggi sospeso in via cautelare sempre dall’allora segretario comunale Cristofaro Ricupati.

Il 17 luglio udienza preliminare

Per i tre indagati, l’udienza preliminare è prevista per il prossimo 17 luglio. Croce e Colletto dovranno rispondere dell’accusa di aver gonfiato le entrate del Comune di Isola delle Femmine per evitare la dichiarazione di dissesto finanziario, mentre soltanto all’ex Comandante Croce vengono anche contestati i reati di peculato e peculato d’uso.

Per l’ex sindaco Stefano Bologna e l’ex Responsabile del Settore Economico e Finanziario Antonio Croce il capo di imputazione è quello di “falso in atto pubblico congiuntamente a più persone”, in violazione degli artt. 110 e 479 del Codice Penale, in relazione all’art. 476 comma 2 dello stesso codice, “… per avere, in concorso morale e materiale tra loroattestato falsamente nella nota del 12/07/2021, formulata su richiesta della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Siciliana, che non sussistevano le condizioni per la dichiarazione di dissesto del Comune di Isola delle Femmine, circostanza non rispondente al vero…”.

Pertanto, contrariamente a quanto affermato dal consigliere Bologna nel corso delle sedute consiliari, anche nella richiesta di rinvio a giudizio, disposta nei suoi confronti da parte dei Pubblici Ministeri dott.ssa Giorgia Spiri e dott. Andrea Zoppi, verrebbero ravvisate le condizioni per la dichiarazione di dissesto finanziario, al pari di quanto ripetutamente dichiarato da parte del sindaco Orazio Nevoloso.

Insomma, una scelta obbligata, a cui, a quanto pare, l’ex sindaco Bologna si sarebbe volontariamente sottratto all’epoca della sua legislatura, dichiarando il falso insieme a Croce, e che oggi costituirebbe la motivazione principale del suo capo di imputazione.

Ciò che, ad oggi, risulta veramente strano è che il contesto politico e storico in cui si sono svolti tutti i fatti qui riportati sia sempre lo stesso, così come alcuni personaggi coinvolti.

Daniele Fanale

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