Elicotteri da guerra americani sulle Madonie, Rifondazione Comunista Palermo: “Stop immediato ad azioni militari in Sicilia, Italia non sia complice”

Palermo, lunedì 16 marzo 2026

Sta destando molto clamore ma anche la ferma presa di posizione da parte dei partiti politici regionali e nazionali dell’opposizione l’episodio che, lo scorso venerdì 13 marzo, ha visto per protagonisti due elicotteri da guerra americani MH-60S “Seahawk” appartenenti all’ Helicopter Sea Combat Squadron 28 che, dopo essere decollati dalla base militare di Sigonella, Catania, ed avere attraversato parte della Sicilia Orientale, sono atterrati all’interno del Parco delle Madonie così come documentato dallo stesso equipaggio dei due velivoli attraverso un ampio servizio fotografico pubblicato sulla pagina Instagram della “US Navy”.

A prendere immediata posizione, nelle scorse ore, erano stati gli stessi sindaci dei paesi madoniti che attraverso il sindaco di Petralia Sottana, Pietro Polito, hanno scritto al presidente della Regione Siciliana e al Prefetto chiedendo se fossero stati informati circa lo svolgimento dell’esercitazione militare in questione e se il piano di volo fosse stato autorizzato dagli enti competenti vista la presenza dei due velivoli all’interno di un’Area protetta come quella del Parco delle Madonie.

Ferma anche la presa di posizione contro ogni attività militare arbitraria e non autorizzata,  svolta sul territorio siciliano da parte dei partiti di opposizione regionale: la deputata regionale del Pd Valentina Chinnici ha presentato oggi un’interrogazione urgente al presidente della Regione Schifani.
Contro ogni azione militare e solidale con i sindaci delle comunità madonite è anche Rifondazione Comunista Palermo che attraverso i suoi co-segretari Barbara Evola e Ramon La Torre dichiara:

“La Sicilia di Pio La Torre si dichiari terra di pace. Stop ad azioni militari in Sicilia, non gradite ai siciliani e condotte fuori da ogni convenzione da parte dell’esercito statunitense. Quanto accaduto nel Parco delle Madonie è inquietante e se messo a sistema con il ruolo che riveste la base di Sigonella nello scenario della guerra mediorientale, con l’assenza di una posizione chiara del governo e soprattutto con in conflitti d’interesse che hanno interessato e che interessano alcuni suoi esponenti con l’apparato di produzione bellica e di sicurezza, è naturale pensare che il governo Meloni ha reso il nostro Paese complice attivo delle azioni di pirateria internazionale condotte da Stati Uniti e Israele. La nostra solidarietà ai sindaci e alle comunità locali delle Madonie che hanno dovuto assistere inermi all’invadenza di mezzi militari d’assalto in ambienti normalmente dedicati al tempo libero”.

Michelangelo Marino

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