Nei giorni scorsi un uragano di secondo livello, denominato “Harry”, ha colpito duramente le isole di Sicilia e Sardegna e la regione Calabria, causando danni devastanti alle coste, ai lidi e alle aree marittime. Le allerte arancioni diramate hanno fortunatamente permesso di evitare tragedie, ma i danni restano ingenti e sotto gli occhi di chi vive quei territori.
La domanda che molti si pongono è semplice e allo stesso tempo scomoda: perché i media nazionali non hanno dato a questo evento la stessa rilevanza riservata ad analoghi disastri avvenuti in Emilia-Romagna o in Liguria?
In quelle occasioni l’informazione ha dedicato ampio spazio agli eventi, aprendo dibattiti sulle responsabilità, sulla prevenzione e sul cambiamento climatico.
Eppure l’atmosfera è una sola, il pianeta è uno solo, e i fenomeni estremi riguardano tutti indistintamente. O forse un’emergenza diventa tale solo quando colpisce determinate aree del Paese? Fino a quando non accade qualcosa di irreversibile, possiamo permetterci di ignorare, minimizzare, voltare lo sguardo altrove?

Il punto centrale resta il luogo in cui accade il disastro. Quando succede al Sud, troppo spesso l’attenzione mediatica si affievolisce.
Emblematico il caso di una cittadina siciliana che, vivendo al Nord per lavoro, ha scoperto l’accaduto solo tramite i social network, poiché i telegiornali non avevano svolto pienamente il loro compito principale: informare.
Perché esistono ancora differenze così marcate tra Nord e Sud? Perché alcune tragedie sembrano di serie A e altre di serie B? Siamo ancora una nazione unita o continuiamo a ragionare per compartimenti geografici?
L’uragano è solo un esempio, ma il tema è antico e profondo. Tutti hanno diritto a un’informazione corretta e completa, soprattutto per rispetto verso chi ha lasciato la propria terra, i propri affetti, perché nessuno si è preso cura della regione in cui è nato.
Parlare di uguaglianza significa anche questo: insegnare alle nuove generazioni che i problemi sono collettivi, che le difficoltà di una parte del Paese riguardano l’intero Paese. Dare la stessa importanza a ogni emergenza è una questione di correttezza, di responsabilità e di civiltà. Ignorare alcune realtà significa alimentare divisioni e discriminazioni.
L’auspicio è che in futuro ciò che accade in Italia venga raccontato con lo stesso peso e la stessa attenzione, ovunque accada. Perché il Sud non ha nulla in meno del Nord: ci sono persone, sacrifici, dignità e lavoro. E meritano tutti lo stesso rispetto
