Isola delle Femmine, approvato il Rendiconto 2019. Assenti Bologna ed il suo gruppo

Durante la seduta consiliare dell’11 Febbraio 2022, già rinviata il giorno precedente per mancanza del numero legale (vista l’assenza del gruppo di opposizione guidato dal consigliere Bologna), è stato approvato il Rendiconto di Gestione anno 2019 che, come affermato dal responsabile del settore economico-finanziario, la dott.ssa Deborah Puccio, si chiude con un importante disavanzo pari a 4.890.125,72 euro.

Rendiconto che doveva essere già approvato dalla precedente amministrazione Bologna negli anni addietro, ma che, fino ad oggi, non era stato nemmeno presentato.

Ebbene, dopo tutta la prosopopea e la tiritera che siamo stati costretti a sorbirci da parte del consigliere Bologna, ad ogni consiglio comunale degli ultimi mesi, sulla necessità di portare come argomento all’ordine del giorno il bilancio e tutto ciò che ad esso attiene, proprio quando questo succede, lui cosa fa? Diserta il consiglio comunale insieme al suo gruppo!

Di certo, la storia politica del consigliere Bologna ci insegna che la coerenza non è mai stata il suo punto di forza né tantomeno il suo valore aggiunto, però ci si aspettava, quanto meno, un maggior senso di responsabilità e di rispetto verso i cittadini di Isola delle Femmine, soprattutto, poi, quando si trattava di un documento contabile la cui approvazione era di pertinenza sua e della sua passata amministrazione.

Ed invece, il tracotante Bologna, prima si mostra spavaldo nel puntare il dito contro gli altri, colpevoli, a suo dire, di non aver portato in consiglio i bilanci di sua competenza, poi, non appena le cose non vanno per il verso giusto, preferisce battere in ritirata piuttosto che affrontare le proprie responsabilità ed ammettere i propri errori.

Che abbia avuto paura di reggere il confronto politico e di dover rispondere, sotto lo sguardo attento dei cittadini collegati in streaming, alle gravi criticità contabili emerse dalla delibera della Corte dei Conti n.133/2021/PRSP del 03.11.2021?

Se l’assenza da parte di alcuni consiglieri del suo gruppo risulta plausibile, data la loro completa estraneità ai fatti, di certo non trova giustificazione l’assenza dell’ex sindaco Bologna, dell’ex assessore Rosella Puccio e del consigliere Benedetto Nevoloso.

I conti non tornano…

Nel corso del suo intervento, la dott.ssa Deborah Puccio ha evidenziato quelle che sono le principali criticità emerse dal rendiconto 2019 ovvero «una sovrastima di alcune entrate, che purtroppo non si sono mai realizzate, come, ad esempio, l’IMU, i proventi derivanti dal codice della strada, ecc.», come peraltro già rilevato dalla Corte dei conti nella delibera n.133/2021/PRSP del 03.11.2021.

E proprio mentre, durante la seduta consiliare del 03.11.2021, il consigliere Bologna accusava ferocemente l’amministrazione Nevoloso di incapacità amministrativa e di non essere stata in grado in 13 mesi di incassare «manco una lira per quanto riguarda l’evasione fiscale», proprio lo stesso giorno, per uno strano scherzo del destino, la Corte dei conti pubblicava l’ormai famosa delibera n.133 in cui veniva riportato: «Nel 2017 risultano assunti oltre 1 milione di euro di accertamenti per evasione per IMU e TARSU/TIA/TARI, l’ammontare delle cui riscossioni al 31.12.2017 risulta pari a zero e si rivela ancora esiguo e pari ad € 2.356,11, al 28.11/2018 […]. Nel 2018 risultano assunti accertamenti per € 1.370.351,55 per evasione altri tributi (TASI), con riscossioni esigue al 31.12 (40,90 euro)».

Pertanto, zero euro incassati dall’amministrazione Bologna nel 2017 a fronte di 1 milione di euro di accertamenti per evasione, soli 40,90 euro riscossi per TASI nel 2018 a fronte di 1.370.351,55 euro… e si ha pure il coraggio di criticare gli altri?!

Ancora una volta, da che pulpito viene la predica!

L’analisi del Sindaco Nevoloso

Il sindaco Nevoloso, dopo aver fatto un’accurata disamina della grave situazione contabile dell’Ente causata anche da un incremento ingiustificato nelle previsioni di entrata e contestualmente dalla ridotta percentuale di riscossione, ha sottolineato come la passata amministrazione Bologna, disattendendo gli avvertimenti del Collegio dei revisori, abbia prodotto alla fine di ogni anno un disavanzo netto, indipendentemente dai debiti ereditati dagli anni precedenti.

I conti della TARI…

Il Sindaco ha poi spiegato che, ad esempio, in riferimento all’anno 2019, per la TARI era stata prevista una entrata pari a circa 1.950.000 euro, di cui circa 1.600.000 euro di TARI ordinaria e circa 350.000 euro derivanti dalla lotta all’evasione.

Tuttavia, solo 34.000 dei 350.000 euro stimati sono stati recuperati e solo il 50% (cioè 800.000 euro) di 1.600.000 euro di TARI ordinaria sono stati riscossi.

Questo ha prodotto un incasso totale per la TARI 2019 di circa 834.000 euro a fronte di una spesa certa del servizio pari a circa 1.950.000, producendo un disavanzo di circa 1.100.000 euro!

… e quelli di IMU e Tassa di Soggiorno

Discorso simile vale per l’IMU 2019: previsione di entrata 2.130.000 euro con incasso reale di 1.019.000 euro ed un disavanzo prodotto di circa 1.110.000 di euro; per la tassa di soggiorno 2019: previsione di incasso pari a circa 120.000 euro con riscossione effettiva di circa 56.000 euro ed un disavanzo prodotto di circa 64.000 euro.

In tutti questi casi, il Collegio dei Revisori, già in sede di bilancio di previsione, segnala all’amministrazione Bologna che le entrate potrebbero essere sovrastimate, in quanto non sono mai state incassate cifre simili negli anni precedenti. A quel punto, cosa fa l’amministrazione Bologna? Segue le dritte dei revisori e corregge il tiro? Sia mai! Se ne infischia del loro parere, fa orecchie da mercante ed il sistema, di conseguenza, va verso il collasso.

Il Sindaco ha, inoltre, sottolineato che questo Rendiconto 2019 è stato presentato in consiglio comunale con il parere favorevole dei revisori, a differenza di quanto accadeva in precedenza con l’Amministrazione Bologna.

Il contenzioso Lo Bianco – Lo Iacono

Infine, ha affrontato l’annosa questione riguardante la sentenza relativa al contenzioso Lo Bianco/Lo Iacono che ha condannato il Comune di Isola delle Femmine al risarcimento di circa 3.700.000 euro, poi ridotto a 2.775.000 euro in seguito a transazione.

Il sindaco ha affermato che, qualora l’amministrazione Bologna avesse dichiarato il dissesto, come inizialmente predisposto nel Bilancio di previsione 2016, si sarebbe insediato l’OSL (Organismo Straordinario di Liquidazione) che avrebbe condotto le trattative determinando una riduzione del debito fino al 30-40% del valore originario.

In sostanza, il Comune ha pagato un debito di 2.775.000 euro quando avrebbe potuto pagarne circa 1.500.000 euro. «Perché pagare questo milione di euro in più?», si chiede il Sindaco.

Le affermazioni del Sindaco Nevoloso in merito al debito Lo Bianco/Lo Iacono trovano conferma nella dichiarazione dall’allora vice Presidente del Consiglio, avv. Giuseppe Caltanissetta, durante la seduta consiliare del 18.11.2016 relativa all’“Approvazione del rendiconto della gestione 2015 e della relazione illustrativa della Giunta Comunale”, «che in merito al contenzioso Lo Iacono ritiene corretto quanto affermato dai Revisori dei Conti e cioè che qualora non si raggiungesse un accordo transattivo, la somma richiesta non è sostenibile per il Bilancio dell’Ente», aggiungendo, inoltre, che «sia possibile una transazione poiché la controparte sa bene che l’esecuzione della sentenza porterà al dissesto l’Ente e con il dissesto il pagamento si abbasserebbe al 20%, 30% circa della somma originaria. Per cui vi sono fondate ragioni per raggiungere un accordo». Infatti: «A tal proposito, comunica che in tal senso vi sono già stati diversi incontri con i legali della controparte» (Delibera Consiglio Comunale N.44 del 18.11.2016).

Gli interessi dei privati a discapito dei cittadini

A conti fatti, sembrerebbe che si sia fatto l’interesse del privato piuttosto che dell’Ente che si rappresenta, evitando una dichiarazione di dissesto che avrebbe consentito al Comune di pagare solo una piccola quota del debito originario derivante dal contenzioso.

I misteri della politica isolana!

L’amministrazione Bologna si è sempre giustificata in merito alla mancata dichiarazione di dissesto, adducendo quale motivazione principale la salvaguardia delle tasche dei cittadini, in quanto questa scelta, a suo dire, avrebbe gravato sulle tasse.

Eppure il debito medio per abitante è passato da 285,05 euro nel 2017, a 463,66 euro nel 2018, per arrivare, infine, a 586,01 euro nel 2019. In poche parole, per pagare il risarcimento relativo al contenzioso Lo Bianco/Lo Iacono, pur evitando il dissesto, l’amministrazione Bologna ha dovuto raddoppiare dal 2017 al 2019 il debito medio per abitante. Pertanto, la teoria populista di Bologna & Co. va a farsi benedire.

In ogni caso, l’assenza di Bologna alla scorsa seduta consiliare ha sollevato, a quanto pare, non poche critiche da parte dell’opinione pubblica e, nel frattempo, si vocifera che alcuni dei suoi “discepoli” lo stiano via via abbandonando, a causa di tutte queste verità che stanno venendo a galla negli ultimi tempi.

Il “re” ha perso prima il trono e lo scettro ed adesso anche molti dei suoi fedelissimi “sudditi” e sostenitori. Ma, soprattutto, ha perso la calma e la serenità. L’ansia e la paura possono fare brutti scherzi.

Un consiglio spassionato: provi con lo yoga o il training autogeno.

Daniele Fanale