22 Luglio 2024
Cronaca

Isola delle Femmine, arriva un altro finanziamento: la “supercazzola” di Stefano Bologna

Durante la seduta consiliare del 30 Marzo scorso, è stata approvata, all’unanimità, dal Consiglio comunale, la proposta di aggiornamento del Piano di Intervento ARO (Ambito Raccolta Ottimale) di Isola delle Femmine, per l’organizzazione del servizio di raccolta differenziata, spazzamento e trasporto sul territorio, in virtù dell’imminente scadenza del contratto con la società AGESP (Azienda Gestione Servizi Pubblici).

Per consentire l’espletamento della gara ad opera della Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti Palermo Area Metropolitana, il nuovo servizio di gestione partirà verosimilmente nel 2024.

Il sindaco Orazio Nevoloso ha spiegato come nel vecchio Piano ARO ci fossero delle falle, che non hanno permesso, in questi anni, di soddisfare appieno i fabbisogni dell’intero territorio, causando, ad esempio, in alcune aree del paese, il mancato servizio di spazzamento e quello di rimozione delle erbacce dalle strade e dai marciapiedi, la mancata pulizia delle spiagge e delle scogliere, così come i disagi dovuti all’accumulo di sabbia, trasportata dai venti sul Lungomare.

«Il nuovo piano dei servizi – ha dichiarato il Sindaco – supera tutte le criticità dell’organizzazione precedente dove, per esempio, non erano previste risorse a sufficienza per effettuare un servizio di spazzamento e scerbamento per l’intero territorio. Vengono introdotti nuovi servizi, completamente assenti nel precedente Piano, come la pulizia delle spiagge e la fornitura dei mastelli con microchip».

Orazio Nevoloso ha anche sottolineato che tale aggiornamento integra l’attuale piano ARO, lo migliora, lo attualizza, rendendolo efficace e moderno, ma anche capace di raggiungere più elevate percentuali di raccolta differenziata.

«Con la revisione del Piano ARO – ha precisato il Sindaco – mettiamo a frutto l’esperienza vissuta fra le saturazioni delle discariche e le difficoltà logistiche delle piattaforme siciliane, fra le carte dell’attuale contratto e le strade del nostro paese, fra gli operai ex-ATO e gli operatori somministrati.

Gli aggiustamenti apportati ci consegnano uno strumento straordinariamente efficace e previdente che punta nel giro di 3 anni a raggiungere il 75% della raccolta differenziata, a contrastare gli abbandoni e ad attivare la rilevazione automatica dei conferimenti delle singole utenze, presupposto fondamentale per istituire la tariffazione puntuale dei rifiuti e premiare i cittadini virtuosi».

In merito alla gara che consentirà di individuare il nuovo operatore che, per 7 anni, dovrà garantire il servizio di igiene ambientale al Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco ha, inoltre, specificato che «le aziende saranno preferite anche sulla base dei servizi accessori che offriranno, quali l’installazione di telecamere e il dispiegamento di vigili ambientali per la lotta agli abbandoni», assicurando che il modello virtuoso di pianificazione del riciclo dei rifiuti, consegnato ai cittadini, fungerà da prototipo per altre realtà costiere come la nostra.

Nel corso del suo intervento  in Consiglio comunale, il consigliere Bologna non lesina, ancora una volta, offese personali gratuite sia al Sindaco che al consigliere Pagano, tacciandoli di bipolarità ed accusandoli di avere «una doppia personalità politica e umana» (dal minuto 34:40 a 35:05).

Questo si chiama confronto politico serio e costruttivo?

E’ questo il diritto di critica che il consigliere Bologna tanto rivendica? (dal minuto 1:08:40 a 1:10:40).

Da che pulpito viene la predica! Proprio lui che è sempre stato restio ad accettare il diritto di critica esercitato dagli altri nei suoi confronti, opponendosi a qualunque forma di libertà di espressione e di pensiero.

Dopo gli insulti, arriva, come sempre, il solito elogio autocelebrativo delle sue eroiche gesta passate, che lo porta ad attribuirsi la realizzazione del precedente Piano ARO, vantandosi di essere stato il primo ad attuare un modello di ARO post-ATO, millantando primati da Guinness, degni dello “Show dei Record” di Gerry Scotti.

In seguito, critica aspramente gli amministratori per non essere stati in grado, in tre anni di governo, di ottenere un finanziamento serio per il Centro Comunale di Raccolta («In 3 anni, almeno una cosa buona la potevate fare: dovevate farvi finanziare il CCR!», dal minuto 40:20 a 41:50), salvo poi essere clamorosamente smentito, qualche minuto dopo, dal sindaco Nevoloso (dal minuto 52:07 a 53:40).

Ironia di un destino crudele! Il consigliere Bologna non ne azzecca una! Infatti, il Sindaco, poco dopo, comunica che «con decreto n. 128 del 30.03.2023 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stato finanziato il progetto del CRR per un valore di 993.981,55 €», suscitando l’applauso dei presenti in aula.

Nel suo incisivo ed energico intervento (dal minuto 44:08 a 56:41), Nevoloso ha replicato alle accuse, affermando che il precedente Piano ARO, di cui Bologna, poco prima, si era attribuito la paternità, in realtà, era stato redatto dai commissari prefettizi che lo avevano preceduto, come anche successivamente confermato dal Presidente Rappa, facente parte, all’epoca, dell’Amministrazione Bologna.

Inoltre, il Sindaco ha evidenziato come molti servizi, previsti dal contratto AGESP (isole ecologiche mobili, spazzatrice, servizi nei giorni di festività, pulizia straordinaria in occasione di processioni religiose, ecc.), non fossero stati mai richiesti, in tutti questi anni, da parte della precedente Amministrazione Bologna, che non si era nemmeno preoccupata di leggere e far rispettare alla suddetta società quanto concordato, nero su bianco, e profumatamente pagato dai cittadini.

Un altro braccio di ferro tra l’Amministrazione Nevoloso e la società AGESP si è consumato, in questi anni, per favorire l’assunzione dei lavoratori interinali (ex dipendenti Temporary), comportando, nel 2021, il reclutamento di uno di essi.

E, fin qui, tutto sommato, il dibattito procede in maniera lineare, tra alti e bassi.

Tuttavia, non appena il Sindaco comunica l’acquisizione di un ennesimo finanziamento di quasi un milione di euro per il CCR, ottenuto dall’attuale amministrazione, si rompono tutti i telefoni.

Come nel precedente Consiglio comunale, la cosa al consigliere Bologna proprio non va giù.

E, in quel preciso momento, forse, ispirandosi alla celebre gag del film “Amici miei” con Ugo Tognazzi, parte la sua sconclusionata “supercazzola”, inanellando tutta una serie di interventi senza senso, che sembrano dire tutto, ma che, in realtà, non dicono nulla, finalizzati esclusivamente a generare confusione e spostare l’attenzione su altri futili argomenti.

Eh, già. Pur di mistificare la realtà dei fatti ed offuscare gli ottimi risultati raggiunti dall’attuale Amministrazione, il consigliere “rosicone” si cimenta nel suo sport preferito, ovvero l’arrampicata…sugli specchi, lanciandosi, con estrema convinzione, in nonsense, privi di umorismo, arguzia e saggezza.

Non appena si nomina la parola magica “finanziamento”, il consigliere Bologna comincia una lenta e crescente metamorfosi kafkiana, che lo porterà, nel giro di poco tempo, ad una sorta di stato di alienazione, imprigionandolo nel suo microcosmo trascendentale parallelo, fatto di verità fittizie ed illusorie, in cui orbitano nemici immaginari e complotti degni della CIA.

Da lì in poi, la pressione sale, il nervosismo aumenta, inizia la sua repentina escalation di aggressività verbale ed offese gratuite al Sindaco ed al consigliere Pagano, più volte definiti “bipolari”, ma anche “piccoli Talebani” (minuto 1:07:20), capaci di “creare faide” (dal minuto 1:08:09 a 1:08:52) e di “costruire carte” per portare il Comune al fallimento (dal minuto 57:35 a 57:40 e 1:06:28).

Ma non è finita qua. Nel corso del suo sproloquio, il consigliere Bologna conia anche il nuovo vocabolo “frizzantaggine” (dal minuto 57:41 a 57:46), che, forse, potremmo sottoporre all’attenzione dell’Accademia della Crusca, per farlo diventare, a tutti gli effetti, un termine della lingua italiana, come accaduto, anni fa, per “petaloso”.

Ad un certo punto, indossa nuovamente i panni di Pippo Baudo, per dire al Sindaco «state facendo l’imitazione brutta di quello che facevo io» (dal minuto 1:04:10 a 1:04:25) e per proclamare al mondo intero che «tutto quello che si calpesta ad Isola delle Femmine», l’ha inventato lui! (da 1:00:20 a 1:01:00).

Per un attimo, sembrava quasi di assistere alla scena iniziale del cartoon “Il Re Leone”, quando, sulla roccia, guardando l’orizzonte, Mufasa dice al figlio: “Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno…Un giorno tutto questo sarà tuo”.

Successivamente, colto da visioni mistiche, rivolgendosi agli amministratori, parla del cosiddetto “miracolo dei 15 voti”, citando la Caritas e la sacrestia («Non è che vi è bastato vincere miracolosamente per la Caritas e per la sacrestia», minuto 1:06:50) e riprendendo continuamente l’argomento relativo alle elezioni passate.

Ma si sa che “la lingua batte dove il dente duole”. E questo dente deve fare parecchio male al consigliere Bologna. La cocente sconfitta elettorale alle amministrative del 2020, da sindaco uscente, ha lasciato una ferita profonda, che ancora non riesce a rimarginarsi, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui, ad ogni Consiglio comunale, debba tirar fuori sempre la stessa storia, a distanza di 3 anni, lanciandosi in proclami ed autoelogi.

E’ il popolo che democraticamente decide a chi accordare il proprio consenso. E, se Bologna, da sindaco uscente (e quindi favorito), ha totalizzato, nel 2020, meno voti dei consiglieri della sua lista, tale da perdere scettro, corona e fascia, la lettura è una sola: puoi auto-incensarti quanto vuoi, ma il popolo proprio te non ha voluto!

Infine, le sue fallaci manie di persecuzione culminano in una sorta di rimostranza verso il pubblico presente in aula, colpevole di contestarlo sui social.

In particolare, se la prende pure con un astante, reo – a suo dire – di agitare le mani, durante il suo intervento (dal minuto 1:09:40 a 1:10:40). Il suo stato emotivo concitato ed antropofobico lo porta addirittura a “litigare” con la videocamera con cui solitamente viene trasmessa, in streaming, la seduta consiliare, chiedendo ripetutamente, come se fosse la prima diretta, di chi fosse il cellulare usato per le riprese, chi lo stesse usando, a chi fosse intestata la scheda (“nome e cognome”) e chi se lo portasse a casa a fine Consiglio (link ) dal minuto 1:10 a 2:51.

Per un attimo, sembrava quasi di rivivere l’esilarante e surreale scena del film “Non ci resta che piangere”, in cui l’assillante doganiere chiede ossessivamente, in loop, a Massimo Troisi e Roberto Benigni “Ehi! Chi siete?…Cosa portate?…Sì, ma quanti siete?…Un fiorino”.

Eh già, è proprio il caso di dire che…Non ci resta che piangere!

Daniele Fanale

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