4 Marzo 2024
CariniSpettacoli e Cultura

Carini, restaurata l’antica statua di Sant’Andrea

La locandina dell’evento

E’ stata presentata ieri sera, domenica 14 gennaio 2024, ai cittadini la statua di Sant’Andrea della Chiesa Madre di Carini appena tornata da un certosino restauro da parte della dott.ssa Giulia Nanfa sotto la direzione del dott. Loris Panzavecchia.

Presente l’Arcivescovo di Monreale, S.E.R. Gualtiero Isacchi ed il vice Sindaco di Carini, nonché Assessore ai Beni Culturali, Salvatore Badalamenti.

La statua lignea degli inizi del 1600

Il restauro dell’antica statua, datata agli inizi del XVII secolo, si colloca all’interno di un’azione più ampia avviata due anni fa dall’Arcipretura di Carini grazie alla guida attenta dell’Arciprete Don Giacomo Sgroi e al coordinamento tecnico dell’architetto Lorenzo Talluto.

I restauratori dott.ssa Nanfa e dott. Panzavecchia, S.E.R. Gualtiero Isacchi, don Giacomo Sgroi e l’arch. Lorenzo Talluto (foto Franco Baiada).

Nell’ambito di questa azione, promossa appunto dall’Arcipretura di Carini, si sono realizzate diverse attività di tutela, promozione e di valorizzazione dei beni storici e artistici. Tra gli interventi di tutela rientrano le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli edifici monumentali, gli interventi di restauro di opere d’arte e la manutenzione degli edifici parrocchiali.

La “Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte”.

 

Il restauro è stato possibile grazie ad una iniziativa concordata tra il dott. Panzavecchia e don Giacomo Sgroi, ovvero utilizzare il tirocinio post laurea promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

La preziosa opera lignea è stata restituita alla comunità carinese lo scorso 30 novembre 2023, giorno in cui il culto cristiano celebra la festa dell’apostolo Andrea, dopo un attento restauro.

Il progetto “Arte e Fede”

Le spese per il trasporto e l’assicurazione sono state invece coperte con una parte degli introiti del progetto “Arte e Fede“, che da alcuni mesi vede protagonisti dei giovani volontari che tutti i fine settimana aprono e fanno da ciceroni nell’Oratorio del Santissimo Sacramento e nella chiesa di Maria SS. degli Agonizzanti, iniziativa questa che è stata notata e lodata da sua Eccellenza Arcivescovo, quale spunto innovativo da far replicare in tutta la Diocesi di Monreale.

La descrizione dell’intervento di restauro

L’identificazione come Sant’Andrea è stata possibile anche grazie agli attributi caratteristici: la croce decussata (con la caratteristica forma ad X) ed il libro.

Uno dei momenti del restauro.

E’ un ottimo esempio di scultura lignea policroma siciliana, ascrivibile alla prima metà del XVII secolo, ma ancora legata agli stilemi cinquecenteschi, e con probabili influssi spagnoli – ha relazionato la dott.ssa Nanfa ciò è ad esempio evidente nella maniera in cui sono trattate le vesti, con la pregiata decorazione realizzata interamente con foglia oro e rivestita da lucenti lacche colorate che realizzano decori floreali e geometrici, in complesse composizioni che donano alla scultura un aspetto regale. Molto luminose risultano le policromie degli incarnati e delle altre parti, realizzate con colori ad olio.

La scultura versava in uno stato di conservazione precario, a causa sia del naturale invecchiamento dei materiali, sia a causa degli interventi precedenti, accorsi durante i secoli per mantenere la figura in uno stato di fruibilità o per variazioni di gusto, com’era uso in passato.

Il Vice Sindaco Badalamenti, don Giacomo Sgroi e S.E.R. Gualtiero Isacchi durante la descrizione del restauro (foto Franco Baiada).

L’utilizzo della statua per funzioni cultuali, come ad esempio processioni devozionali e riti sacri, ha certamente causato danni accidentali, come rotture e perdita di materiale originale, oltre ad attacchi da parte di insetti xilofagi che hanno indebolito la struttura lignea. Questi fattori di degrado hanno reso necessario già in passato la sostituzione o l’integrazione di parti troppo ammalorate o del tutto mancanti, come il braccio sinistro del santo, frutto di un importante intervento. Inoltre, le ridipinture estese ed invasive, la stratificazione di cere, vernici e resine invecchiate e alterate dall’ossidazione, appesantivano l’opera impedendone la lettura e la godibilità”.

Il dott. Panzavecchia, direttore dell’intervento di restauro ha aggiunto: “l’intervento di restauro, eseguito sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo, è stato lungo e complesso, ed ha avuto come obiettivo il recupero dei valori plastici e cromatici originali dell’opera, nonché la ricomposizione di mancanze e lacune, con tecniche riconoscibili, al fine di recuperare l’unità dell’opera e consentirne una lettura più vicina possibile all’idea con la quale è stata realizzata dall’artista.

La statua di Sant’Andrea dopo il restauro.

Dopo un attento studio ed una fase analitica di materiali e tecniche esecutive, si è proceduto con la pulitura, ovvero la rimozione delle sostanze di deposito o non originali sovrammesse alla superficie dell’opera. Le operazioni, eseguite dopo numerosi test di compatibilità chimico-fisica, sono state condotte in più step e in maniera differenziata per ogni tipo di superficie.

Dopo i necessari interventi di consolidamento, nonché di disinfestazione preventiva, si è proceduto con la fase di presentazione estetica dell’opera. Le mancanze plastiche sono state reintegrate con resine specifiche e reversibili mentre le lacune superficiali sono state colmate con stucco realizzato secondo i metodi della tradizione artistica.

Grande attenzione è stata posta alla reintegrazione cromatica, che ha avuto come primo obiettivo quello di equilibrare tutta la superficie originale, e in secondo luogo di integrare le lacune con metodi differenziati a seconda delle dimensioni delle lacune: quelle di modesta entità sono state ritoccate a mimetico, ovvero seguendo cromie e moduli decorativi originali, mentre per quelle maggiori, non ricostruibili, si è scelto di seguire i toni originali circostanti per dare una colorazione di fondo e consentire comunque una lettura dell’opera nella sua interezza, con integrazioni armoniche e distinguibili, secondo l’ideologia del restauro conservativo”.

Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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