21 Giugno 2024
CronacaIsola delle Femmine

“Ritorno di fiamma” tra Rossella Puccio e Stefano Bologna: bocciato il Piano triennale dei lavori pubblici

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, scriveva il sottoscritto nel finale di un articolo, pubblicato su Il Vespro, il 17 settembre 2022, citando una frase di una canzone di Antonello Venditti per esortare sarcasticamente il consigliere Bologna a non disperarsi a causa dell’abbandono politico di Rossella Puccio (per saperne di più leggi qui).

Mai sentenza fu più profetica di questa.

Certo, peccherei di vanità, se non dicessi che non ci vuole Nostradamus o la palla di cristallo per prevedere il comportamento scontato di una consigliera come la Puccio che, invece di seguire il cuore, la coerenza, il bene del paese e l’interesse dei cittadini, ha sempre fatto del motto “Va’ dove ti porta l’opportunismo” il suo slogan politico per eccellenza.

Ci vuole professionalità…

Sulla vecchia carta di identità, alla voce “professione”, forse sarebbe stato più opportuno scrivere “procacciatrice di poltrone e di indennità di carica”. Lady Golpe è tornata? Sembrerebbe proprio di sì, ma solo per mettere in scena il suo ennesimo voltafaccia. Ormai non si contano più.

Ma ripercorriamo brevemente le tappe della sua “folgorante” e “prolifica” carriera politica.

Alla vigilia delle elezioni comunali del 2020, l’ambiziosa Rossella Puccio tenta invano di silurare politicamente l’allora sindaco Bologna, provando ad attuare un golpe in seno al suo stesso gruppo politico, per spodestarlo dalla carica di leader e sostituirlo con una nuova figura emergente da candidare a sindaco, salvo, poi, fare retromarcia e tornare nei ranghi, in assenza di valide alternative, pur di non rimanere fuori dai giochi.

Ad ottobre 2020, perde le elezioni e, di conseguenza, la tanto agognata poltrona da vicesindaca, per colpa di Bologna che, da candidato sindaco, ottiene molti meno voti rispetto alla sua lista.

Pertanto, all’indomani della sconfitta elettorale, la delusa e famelica consigliera Puccio, insoddisfatta del ruolo istituzionale a cui è relegata suo malgrado, comincia a muoversi nell’ombra, per tramare contro il suo mentore Bologna, alla ricerca di nuovi accordi e di succulente opportunità.

Consiglio Comunale

Il desiderio di diventare Presidente del Consiglio comincia a stuzzicarla e a diventare sempre più pressante nella sua mente, salvo poi svanire, quando l’amico Rappa si propone a sua volta, scatenando l’ira funesta di Bologna. Altre allettanti proposte non arrivano e così, ancora una volta, è costretta a fare dietrofront, ritornando alla casa del “padre”.

Ma la sua sete di potere (e indennità) non si placa, quindi, dopo 2 anni di silenzio, indossa nuovamente i panni di Lady Golpe e ci riprova: il 16 settembre 2022, con un comunicato stampa, abbandona il suo gruppo politico di origine ed il suo capogruppo Bologna, dichiarando di non volere più «condividere certe posizioni politiche».

E’ a questo punto che, in Consiglio Comunale, decide di confluire nel gruppo Misto, in cui già milita il Presidente Piero Rappa. Lì rimane silente ed annoiata per alcuni mesi, appoggiando e votando tutte le proposte dell’Amministrazione Nevoloso in Consiglio Comunale, in fervida attesa di un posto di assessorato che, però, non arriva.

Nella seduta consiliare del 18 maggio 2023, la redenta consigliera Puccio si risveglia dal letargo, affila le unghie e rincara la dose contro Bologna e i suoi ex compagni di squadra, contestandoli pubblicamente ed accusandoli di avere ordito un complotto ai danni del Presidente Rappa, in accordo col consigliere Dionisi.

Per l’occasione, ribadisce il suo avvicinamento politico al sindaco Nevoloso e all’attuale Amministrazione e accusa Bologna di provare rabbia e desiderare vendetta nei confronti degli avversari politici, a causa della sconfitta elettorale del 2020.

Pare quasi che in atto ci sia una vera e propria conversione mistica che abbia indotto la “pia” consigliera ad imboccare definitivamente la strada dell’illuminazione “divina”. Ma quando la via della “santità politica” sembrava ormai prossima, ecco riaffiorare la lusinghiera tentazione demoniaca.

La consigliera non oppone resistenza, rimanendone affascinata, e capitola.

A volte ritornano

Infatti, passano solo 6 mesi e, nel novembre 2023, l’infida ed opportunista consigliera Puccio cambia di nuovo idea: rinsalda l’alleanza con Bologna ed il suo gruppo, riabbraccia le posizioni politiche precedentemente rinnegate e torna ad indossare i panni di Lady Golpe, ordendo un tentativo di sfiducia ai danni del sindaco Nevoloso, miseramente fallito a causa del consigliere Dionisi, che le soffia pure il posto di assessorato da lei tanto ambito.

Oltre il danno, la beffa. Nella seduta consiliare del 20 maggio 2024, ritorna ufficialmente “tra le braccia” del suo pigmalione Bologna, concorrendo insieme a lui ed al suo gruppo alla bocciatura del programma triennale dei lavori pubblici.

Ma vediamo le modalità con cui si è consumata questa ennesima inversione di rotta.

Durante la seduta consiliare del 20 Maggio scorso, il Consiglio Comunale è stato chiamato ad esprimersi in merito all’approvazione del programma triennale dei lavori pubblici e degli acquisti di beni e servizi relativi al triennio 2024-2026 e dell’elenco annuale delle opere per l’anno 2024.

In apertura, il sindaco Nevoloso ha chiarito brevemente che tale programma triennale è propedeutico all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e che non ci sono interventi finanziati con fondi comunali, ma che sono stati utilizzati solo finanziamenti PNRR o altri fondi statali o della Regione Siciliana.

L’architetto Mallia, Responsabile del settore “Lavori pubblici e Manutenzione”, ha successivamente precisato che nel Piano triennale non sono inserite opere pubbliche la cui realizzazione prevede un importo inferiore a 150.000 €.

Alcuni interventi, come per esempio quelli di riqualificazione e di smontaggio piattaforme, non sono riportati nell’elenco annuale, visto l’importo limitato.

Non sono presenti in elenco nemmeno i lavori relativi a Piazza Umberto I e Via dei Saraceni, perché già appaltati e quindi in fase avanzata, con le operazioni di gara condotte da Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia).

«Sostanzialmente – ha dichiarato Malliaabbiamo un programma ricco di interventi nel piano triennale, che sono quelli che a noi servono per potere, poi, via via presentare i progetti per i vari bandi che escono».

Infine, l’architetto ha chiarito che la gara di appalto per il Piano dei Rifiuti non sarà gestita dal Comune, come inizialmente si pensava, ma dalla società d’ambito S.R.R. (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione dei Rifiuti), che si occuperà anche della gestione del CCR (Centro Comunale di Raccolta).

Lucciole per lanterne

Bologna, dal suo canto, sostiene che questo piano triennale sia un fallimento amministrativo e che non sia stato ancora affidato nessun appalto derivante dai fondi PNRR ottenuti dall’Amministrazione Nevoloso, a differenza della vicina Capaci, in cui è stata inaugurata la piazza nuova (in cui sorge la Chiesa Madre) e le vie limitrofe.

In merito a questa affermazione, arriva la pronta smentita da parte dell’Assessore Romeo e successivamente anche del Sindaco, i quali affermano con sicurezza che quei lavori, a Capaci, non sono stati appaltati col PNRR, ma con un finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti.

Inoltre, l’Assessore Romeo interviene per puntualizzare: «Sembra che il consigliere Bologna non abbia mai fatto il Sindaco in questo paese. Parla di asilo nido, ma in trent’anni Isola non ne ha visto uno. Parla della Caserma, ma lo stato in cui si trova lo è da più di un decennio. Parla di CCR, ma non mi sembra che, negli ultimi trent’anni, ne sia mai nato uno ad Isola delle Femmine. Parla solo da consigliere di opposizione, né più né meno».

I progetti finanziati con i fondi del PNRR

Il sindaco Nevoloso replica al consigliere Bologna, elencando gli interventi, finanziati con fondi PNRR, che sono stati già realizzati ad Isola delle Femmine:

1) il progetto di riqualificazione energetica che ha consentito l’installazione di pali e corpi illuminanti in via Sicilia (prospiciente la Ferrovia);

2) l’Area fitness di Piano Levante;

3) diversi progetti concernenti la digitalizzazione (misura 1.3.1 “Piattaforma nazionale dati”; misura 1.4.5 “Notifiche digitali”; quasi completata la misura 1.4.1 “L’esperienza del cittadino”, cioè i totem di Piazza Pittsburg, l’aula multimediale, ecc.).

«Se Carini, che ha circa 40.000 abitanti, ottiene 18 finanziamenti PNRR ed Isola 13, scusatemi (se è poco ndr)», ha asserito Nevoloso.

Per quanto riguarda Piazza Umberto I, via dei Saraceni e il secondo tratto di viale Italia, il Sindaco ha riferito che è stato completato il progetto definitivo ed individuato da Invitalia il consorzio che si occuperà del progetto esecutivo e dei lavori, che dovrebbero partire entro la fine di settembre.

Al consigliere Bologna che, in maniera quasi ossessiva, gli chiedeva informazioni (prendendo appunti) sul nome e la tipologia della società, sulla regione di provenienza, ecc. ecc., Nevoloso ha risposto: «Questi sono argomenti di cui si occupa la parte gestionale, non la parte politica. L’ingerenza politica su questi fatti è alquanto pericolosa».

6 a 6 proposta bocciata.

Alla fine, la proposta di approvazione del Piano triennale dei lavori pubblici viene bocciata, con 6 voti favorevoli da parte di CambiAmo Isola, Fratelli d’Italia e il Presidente Rappa e 6 contrari da parte di Bologna, il suo gruppo e Rossella Puccio.

Per il gruppo Misto, la consigliera Rossella Puccio dichiara di votare in modo differente rispetto a Rappa, accodandosi perfettamente alla strategia politica di Bologna, senza tuttavia spiegarne le motivazioni.

Sembrerebbe più che altro un voto di stizza verso l’Amministrazione per non avere ottenuto il tanto bramato quinto posto di assessorato, senza nemmeno rendersi conto che essere causa della bocciatura del Piano triennale rappresenta più che altro un dispetto verso i cittadini ed il paese.

Infatti, si corre il rischio, qualora venisse approvata l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, di non potere approvare il Bilancio di previsione 2024-2026, vanificando, di conseguenza, gli sforzi finora messi in atto per riequilibrare i conti dell’Ente.

Non si può sacrificare il bene della collettività per assecondare i propri desideri di vendetta personale.

Ma, d’altronde, questa maniera di intendere la politica locale è sempre stata appannaggio della consigliera Rossella Puccio.

Ma sbaglio o era proprio lei che, nel comunicato stampa del 16 settembre 2022, spiegava il distacco da Bologna, dichiarando di sentirsi in dovere di «dare delle risposte certe ad una fetta di cittadini che reclamano una rappresentanza ben distinta dall’opposizione ad oltranza»?

E non era sempre lei che, nello stesso comunicato, dichiarava che «l’obiettivo è guardare avanti per migliorare il paese che amo»?

Chissà, forse, l’approvazione del Piano triennale dei lavori pubblici non rientrava tra i suoi obiettivi per migliorare il paese che sostiene di amare. Magari, con un piccolo “incentivo istituzionale”, forse avrebbe cambiato idea.

Nuova energia in attesa del prossimo voltafaccia.

In seguito al voto contrario di Rossella Puccio, il consigliere Bologna, ringalluzzito e soddisfatto del ritorno della penitente Lady Golpe, fa partire una concitata filippica contro il Sindaco, intimandogli di dimettersi, vista la mancanza di una maggioranza in Consiglio comunale, e accusandolo di giocare col futuro dei cittadini.

Ma come? Non è stato proprio lui, qualche attimo prima, a giocare col futuro dei cittadini, bocciando la proposta?

Inoltre, trasformandosi in un perfetto croupier da casinò, il consigliere Bologna inizia a lanciare sul tavolo dei fogli, come fossero carte da gioco, sostenendo che siano gli esposti presentati da Nevoloso e Pagano alla Corte dei Conti.

E da spavaldo croupier sembrerebbe quasi volerci dire: “Les jeux sont faits, rien ne va plus (“I giochi sono fatti, nulla va più”). Signori, niente più scommesse! Alea iacta est (“Il dado è tratto”)”. Sì, perché questo atteggiamento sfrontato e baldanzoso sembrerebbe costituire la prova che Lady Golpe sia tornata all’ovile. Per lei ennesimo cambio di rotta ed ennesima stangata alla sua ormai flebile credibilità politica.

L’ondivaga consigliera Rossella Puccio dalle mille facce, svestiti, negli ultimi tempi, i panni di Lady Golpe, ritorna nelle vesti di “figliol prodigo”, solo per dimostrarci che è di nuovo una fiera soldatina agli ordini del misericordioso “padre” Bologna, che l’accoglie a braccia aperte, in attesa del prossimo voltafaccia e del successivo tentativo di golpe. Sguardi di intesa, sorrisini complici e facce compiaciute parlano chiaro più di mille parole e più di qualunque facile supposizione.

E’ “ritorno di fiamma” tra i due! Tuttavia, il suo ritrovato feeling col consigliere Bologna è stato caratterizzato da un certo puerile atteggiamento dispettoso, tipico della bambina che, non avendo ottenuto il giocattolo tanto desiderato (l’assessorato), cerca vendetta.

Sciarra chitarra….

Se c’è una cosa ormai chiara a tutti è che la multiforme consigliera Puccio ha più a cuore la poltrona che il bene del paese e dei cittadini, viste le sue mille facce orgogliosamente esibite in questi anni.

«Ancora aspetto il posto di assessorato», avrebbe detto, stizzita, alla vicesindaca Maria Grazia Bruno, a conclusione della seduta consiliare, per motivare il suo voto contrario. Quello sì che avrebbe fatto sicuramente la differenza. Quello sì che avrebbe accantonato i belligeranti propositi di vendetta. Quello sì che avrebbe permesso l’approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche.

Dal punto di vista politico, è chiaro che la consigliera Rossella Puccio non ha mai mostrato una grande levatura. Da capofila del gruppo Misto, mai una parola o un commento a supporto della sua robotica alzata di mano a comando o a sostegno dei suoi monotoni «Voto favorevole» o «Voto non favorevole», a seconda del “vento” e delle circostanze.

Il bene del paese? Ma su, dai, quello è secondario, forse opzionale. Ciò che conta per lei è ben altro.

Attenzione, però, caro consigliere Bologna, perché, come diceva Cartesio, “è un atteggiamento prudente non fidarsi mai di quelli che ci hanno ingannato anche solo una volta”.

…E sta sicuro che ti lascerà, chi meno ama è più forte si sa…

Daniele Fanale

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