L’Apologia di…Bologna

Durante il Consiglio comunale del 30 dicembre 2021, ancora una volta, abbiamo assistito ad una accorata autodifesa da parte del consigliere Bologna di fronte alle critiche degli ultimi mesi, mosse contro di lui e la sua precedente amministrazione dopo l’uscita della delibera n.133/2021/PRSP del 03.11.2021 della Corte dei conti, in merito alla grave situazione contabile relativa al periodo 2014-2020 in cui era Sindaco del Comune di Isola delle Femmine.

Come ormai capita spesso di osservare, l’esagitato consigliere Bologna, non rispettando gli argomenti stabiliti come punti all’ordine del giorno della seduta consiliare, anche stavolta “è partito per la tangente”, lanciandosi, in maniera scomposta e furente, in un’ennesima, monotona e sconclusionata arringa accusatoria che, invece di essere improntata alla difesa di sé mediante l’esposizione di fatti concreti e la produzione di documenti a supporto, è stata interamente finalizzata ad una serie di ulteriori attacchi nei confronti del sindaco Nevoloso e del consigliere Pagano, rei – a suo dire – di avere comunicato alla Corte dei Conti le gravi irregolarità contabili attuate dalla precedente amministrazione da lui guidata.

Nello specifico, il camaleontico consigliere Bologna, rivolgendosi continuamente agli utenti che seguivano la diretta streaming, come se fosse seduto davanti ad un tribunale popolare in cerca di approvazione, si è definito vittima di una «perversione politica» degli avversari finalizzata alla sua «eliminazione», accusando il sindaco Nevoloso di aver fatto «un lavoro di denuncia sporco».

Da che pulpito viene la predica!

Premettendo che, in una terra spesso omertosa come la nostra, ben vengano le segnalazioni, le denunce e gli esposti alle istituzioni che possano contribuire al rispetto delle norme e della legalità, forse, però, come anche ricordato dal sindaco Nevoloso, il consigliere Bologna, immemore del suo passato, dimentica che proprio lui, durante il suo lungo percorso politico, ha gettato il seme della discordia tra i cittadini e si è avvalso più volte di questo “sporco” strumento, che, in non poche occasioni, ha favorito la sua ascesa al potere.

Quindi, in sintesi, secondo il ragionamento contorto del consigliere Bologna, si può desumere che la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti si sarebbe lasciata fuorviare e condizionare dalle note inviate dal sindaco Nevoloso, decidendo di scrivere una delibera di ben 37 pagine riportante tutte le criticità contabili.

E tutte le pronunce di accertamento della Corte dei Conti che sono arrivate negli anni precedenti?

Colpa sempre di quel mago illusionista del sindaco Nevoloso dotato di poteri ipnotici!

Ma perché, consigliere Bologna, agitarsi tanto, se ha piena consapevolezza che le accuse risultano prive di fondamento?!

Se è realmente così, il tempo le darà ragione. Alla fine, la giustizia arriva sempre ed ognuno di noi deve dare conto delle proprie azioni. A quel punto, tutte le coperture politiche serviranno a poco.

Il monologo

Per la precisione, quello del consigliere Bologna è stato un vero e proprio monologo a più riprese, la più lunga delle quali è durata ben 13 minuti, davanti agli occhi dell’inerme Presidente del Consiglio Rappa che, senza batter ciglio, ha permesso che Bologna esplodesse in uno sproloquio ripetitivo, disattendendo gli argomenti all’ordine del giorno.

Quando, poi, il consigliere Pagano, più volte tirato in ballo, è riuscito a prendere la parola e ha cercato di replicare alle accuse fatte da Bologna, l’avv. Rappa lo ha immediatamente redarguito e sollecitato a ritornare al punto all’ordine del giorno.

Sarà davvero una questione di partigianeria, come sostiene l’avv. Pagano, dal momento che anche l’avv. Rappa faceva parte della precedente amministrazione Bologna che oggi si trova sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti?

Mentre la cittadinanza ormai da tempo aspetta da parte del consigliere Bologna risposte concrete ai fatti decisamente gravi riportati nella delibera n.133/2021/PRSP, dall’altro lato, invece, si è assistito al solito teatrino di inutili parole.

Altro che “Apologia di Socrate”! Solo “Molto rumore per nulla”, direbbe William Shakespeare.

Mentre molti ancora si chiedono il perché anche il ragioniere generale del Comune di Palermo Basile  abbia, in un primo momento, cambiato rotta e motivato la sua richiesta di dissesto, facendo proprio riferimento alla situazione contabile del Comune di Isola delle Femmine, come riportato sul Giornale di Sicilia dell’1 dicembre 2021, dal canto suo, il consigliere Bologna, invece di prendere coscienza della situazione, astutamente ha preferito comiziare, accusare gli avversari politici, offendere alcuni funzionari comunali e mistificare la realtà dei fatti, cercando di passare per vittima sacrificale dell’altrui odio, pur di rassicurare e non destabilizzare il suo gruppo politico ed i suoi sostenitori.

Chieda scusa

L’ex sindaco Bologna, invece di chiedere scusa alla cittadinanza per il disastro economico-finanziario lasciato in eredità dalla sua amministrazione, per tutto il tempo, ha assunto un atteggiamento offensivo, arrogante, superficiale ed irrispettoso nei confronti dell’intera Assise civica, infischiandosene della serietà mostrata dagli avversari politici che, nel rispetto della collettività che rappresentano, si sono spesso lasciati scivolare le continue e pesanti provocazioni, pur di non abbassare il livello del confronto.

In realtà, spesso, dietro atteggiamenti così spavaldi ed aggressivi si celano ansie e paure non facilmente gestibili ed il self control non sempre è un esercizio facile da eseguire, soprattutto quando le preoccupazioni hanno il sopravvento.

Pertanto, per alcuni, l’unico modo di reagire è affidarsi al principio strategico dell’attacco come miglior difesa. Invece di confutare la tesi dell’avversario politico con prove concrete, si passa subito all’attacco, perché il fine non è la ricerca della verità, bensì mantenere inossidabile e pulita, ad ogni costo, la propria immagine di fronte alla cittadinanza ed al proprio gruppo, mettendo in discussione gli altri piuttosto che se stessi.

A mio parere, invece, la miglior difesa è la verità che disarma. Solo chi ha la coda di paglia attacca. Solo chi non ha la coscienza pulita ha paura dell’opinione altrui. Solo chi è debole ha paura della verità. Solo chi ha paura della verità è capace di offendere. Di contro, solo chi ha coraggio, dignità ed integrità morale può continuare ad esprimere serenamente la propria opinione a bassa voce, mantenendo il proprio decoro, senza offendere gli altri.

Daniele Fanale