17 Giugno 2024
CronacaIsola delle Femmine

L’esorciccio, lo scrutatore non votante e l’oracolo di Apollo della politica isolana.

La seduta consiliare del 30 Maggio 2023 si apre con l’ennesima pretestuosa e lagnosa rimostranza da parte del Consigliere Bologna (e ti pareva!), che critica il Presidente Rappa per la gestione del Consiglio Comunale precedente, ma, soprattutto, se la prende, ancora una volta, col pubblico presente in aula.

Come se, ad Isola, non ci fossero problemi più importanti da trattare e da risolvere dell’orgoglio ferito del consigliere Bologna, per qualche applauso di troppo da parte degli astanti ai suoi avversari politici o per qualche parola di contestazione rivolta contro i suoi comportamenti.

 Due pesi e due misure

Peccato che il permaloso Bologna usi, come sempre, due pesi e due misure, dimenticandosi di tutte le offese gratuite che ha “generosamente” elargito, in questi tre anni (e non solo), al Sindaco, ad alcuni consiglieri della fazione avversaria (primo fra tutti, il consigliere Pagano, seguito a ruota dal consigliere Giuseppe Rubino), ma soprattutto al pubblico presente ed anche a qualche cittadino assente.

Non ha mai risparmiato nessuno.

Adesso quanta suscettibilità e permalosità per qualche presunta critica “colorita” ricevuta!

Puntualizzazioni allo “smemorato”

Poco dopo, infatti, il Sindaco rammenta allo “smemorando” Bologna i suoi trascorsi politici, risalenti agli anni in cui lo stesso Nevoloso sedeva fra i banchi dell’opposizione. «Consigliere Bologna – asserisce – volevo ricordarle che il sottoscritto veniva preso a colpi di bicchieri di plastica pieni d’acqua. Capisco che ora lei ha una nuova “verginità” ed io sono molto contento di questa sua “verginità”, però i cittadini non possono sapere… Queste sono le scene alle quali io ho assistito… Come quando lei urlava contro il pubblico e diceva “Fuori, bestie di satana!”. Io sono dovuto intervenire per difendere il signor Bruno, che vedo seduto fra il pubblico, a cui lei diceva “Fuori di qua, bestia di satana!”. Questo è il contesto in cui io sono cresciuto politicamente, dove ho fatto esperienza» (guarda il video dal minuto 7:25 a 8:40).

L’Esorciccio

Praticamente, questo racconto ci svela un inedito consigliere Bologna che, nelle improbabili vesti di “esorciccio”, si accingeva ad eseguire inverosimili riti apotropaici contro alcuni cittadini seduti tra il pubblico. E adesso, proprio lui, tutte le volte, ci viene a fare la ramanzina?

E’ proprio il caso di dire: “Da che pulpito viene la predica!”.

Spesso, si ha come l’impressione che, per il consigliere “esorciccio” Bologna, la seduta consiliare si riduca ad una sorta di talk-show televisivo o one man show, in cui essere mattatore e gestire le reazioni del pubblico in aula (applausi compresi) sia l’obiettivo principale, alla continua e spasmodica ricerca di consensi popolari via streaming.

D’altronde, è difficile abituarsi al contraddittorio ed alle critiche, quando si è avvezzi ai concilianti applausi, ai servizievoli ossequi, alle compiacenti sponsorizzazioni politiche da quattro soldi, all’isterico tifo da stadio, alle goffe standing ovation di 4 (+1) amici di un baretto della politica locale.

I punti all’ordine del giorno

Il primo punto all’ordine del giorno vede la discussione e la successiva approvazione (7 voti su 12) dei motivi di urgenza della convocazione del Consiglio comunale, da cui si evince che probabilmente l’indovino Bologna, consultando l’“oracolo di Apollo”, attraverso la sua arte divinatoria, sapeva già in anteprima che anche i consiglieri Dionisi e Giuseppe Rubino avrebbero votato in linea con i consiglieri di CambiAmo Isola e con quelli del gruppo Misto.

«…Ci sono 7 consiglieri che lo votano – afferma – e quindi capisco pure che, nonostante il voto contrario del mio gruppo, il Consiglio andrà avanti […]. Non avevo nessun motivo per pensare che il consigliere Rubino e il consigliere Dionisi non riconoscessero l’urgenza» (dal minuto 16:20 a 17:38).

Questo vaticinio ha permesso all’“esorciccio” Bologna ed ai suoi consiglieri di esprimere voto contrario, mantenendo fede alle proprie convinzioni politiche, senza rischiare di far saltare la seduta consiliare, con le paventate conseguenze negative che ne sarebbero potute derivare per la cittadinanza.

E, se, invece, l’oracolo avesse profetizzato un abbandono dell’aula, un’astensione o un voto contrario da parte dei consiglieri Dionisi e Rubino, cosa sarebbe successo? L’“esorciccio” Bologna sarebbe venuto meno alla sua coerenza politica, per non far decadere la seduta e per non incidere negativamente sul bene della collettività? L’enigmatico responso alla fine di questo articolo.

Le modifiche alle entrate conseguenti al Dissesto Finanziario

La seduta procede, infine, con la discussione dell’ultimo punto all’ordine del giorno intitolato “Dissesto finanziario – attivazione delle entrate proprie ai sensi dell’art. 251 del D.Lgs n.267/2000” (altro link).

Come introdotto dal Presidente del Consiglio Rappa, si tratta di una delibera riguardante la rielaborazione delle aliquote e delle tariffe di alcune imposte, tasse ed oneri comunali, ma soprattutto il trasferimento di risorse economiche da parte dello Stato in favore del Comune di Isola delle Femmine, a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario.

«L’attivazione delle entrate proprie – ha spiegato la Dott.ssa Deborah Puccio, responsabile del settore economico-finanziario – è un atto consequenziale alla dichiarazione di dissesto e serve principalmente affinché l’Ente possa attivare quel risanamento per la fuoriuscita dal dissesto e per l’approvazione dell’ipotesi del bilancio stabilmente riequilibrato. In pratica, l’Ente è costretto ad incrementare, dove possibile, le entrate proprie.

Questo è un atto dovuto e necessita dell’approvazione da parte del Consiglio.

Per quanto concerne le entrate dell’Ufficio economico-finanziario, l’aliquota addizionale comunale IRPEF è fissata già al massimo dal lontano 2013, quindi è stata riconfermata, perché non può essere ulteriormente incrementata. Per quanto riguarda l’IMU, le aliquote sono quelle del 2021, eccetto un aumento dello 0.1% per le abitazioni principali ricadenti all’interno di alcune specifiche categorie A1, A8 e A9 (immobili di lusso)» (dal minuto 2:20 a 8:52).

Come specificato, questo incremento IMU dello 0.1% si applica solo ad abitazioni signorili, castelli e palazzi di particolare pregio storico ed artistico e, pertanto, non dovrebbe riguardare Isola delle Femmine.

Il Sig. Franco Noto, responsabile dell’Ufficio Tributi, è intervenuto, in seguito, per spiegare che le tariffe CUP (Canone Unico Patrimoniale) sono state stabilite secondo il regolamento COSAP vigente e che sono state anche aggiunte le tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità, dato che il nostro Comune è dotato di un Regolamento sulla Pubblicità, che, però, di fatto, non è mai stato applicato, in quanto l’Ufficio Tecnico non ha mai elaborato il Piano sulla Pubblicità (dal minuto 10:20 a 13:50).

Inoltre, il responsabile dell’Ufficio Tributi ha segnalato l’esistenza di una presunta delibera, risalente alla precedente Amministrazione Bologna, che, di fatto, vietava il rilascio di autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti pubblicitari. Il Sig. Noto effettivamente ricordava bene. Ecco la Delibera di Giunta n.36 del 22-02-2019 (PDF della delibera).

Infine, è stato evidenziato che, per quanto riguarda i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione, non ci sono stati aumenti, se non qualche aggiornamento sulla base degli indici ISTAT, mentre un incremento si è potuto applicare solo ai diritti di segreteria.

La TARI, che si calcola solo sulla base del costo del servizio, la tassa di soggiorno ed i proventi del Codice della Strada (multe) non rientrano nel piano di risanamento dell’Ente.

Le aliquote erano già al massimo da anni

In poche parole, il dissesto finanziario, ad oggi, non ha prodotto e non produrrà grandi stravolgimenti per le tasche dei cittadini, perché già tutte le tariffe comunali erano al massimo, a dimostrazione di quanto successivamente affermato dal sindaco Nevoloso sul fatto che Isola delle Femmine fosse già in dissesto molto tempo prima che ciò avvenisse realmente. «Questa delibera – ha specificato il Sindaco – va a creare un flusso di liquidità nei confronti del nostro Ente, che si stima essere sopra i 500.000 €. Denaro che si trova bloccato a Roma, perché non abbiamo l’aggiornamento dei dati contabili, in quanto non si sono potuti fare i bilanci. Con questa delibera si sblocca, nell’immediato, questo flusso di denaro, che ci consente di pagare i debiti e sottrarre l’Ente ai decreti ingiuntivi» (dal minuto 15:15 a 22:15).

I consiglieri Dionisi e Rubino, ancora prima della trattazione di questo punto all’ordine del giorno, approfittando di una pausa, abbandonano l’aula consiliare, senza fornire una precisa motivazione.

Ma come?! Nella seduta consiliare del 18 maggio scorso (https://www.ilvespro.it/2023/05/21/isola-delle-femmine-il-consigliere-dionisi-messo-nel-sacco-da-stefano-bologna/ e https://www.ilvespro.it/2023/05/30/politica-isolana-e-venne-il-cane-che-morse-il-gatto-che-si-mangio-il-topo/ ), abbiamo visto il consigliere Dionisi addurre, quale giustificazione alle sue dimissioni dalla carica di Vicepresidente ed alla sua approvazione della mozione di sfiducia del Presidente proposta da Bologna, l’assenza di Piero Rappa ai due Consigli comunali relativi all’approvazione del Rendiconto 2019 ed alla dichiarazione di dissesto finanziario…e poi lui che fa?! Non appena occorre approvare il primo vero atto ufficiale dovuto, relativo al dissesto finanziario (dissesto che lui stesso ha votato), si tira indietro, abbandonando l’aula?! Alla faccia della coerenza!

Da un lato, critica Rappa per non essersi nemmeno assunto la responsabilità di partecipare a due votazioni cruciali per le sorti economico-finanziarie del Comune e, dall’altro, lui che fa? La stessa identica cosa. Non si assume le sue responsabilità e decide di non partecipare deliberatamente ad una votazione cruciale per le sorti economico-finanziarie del Comune, rischiando di far perdere il trasferimento di importantissime risorse economiche, di cui il nostro Comune potrebbe usufruire, in virtù della condizione di dissesto in cui si trova.

Quando si dice “Predicare bene e razzolare male”.

Tuttavia, in tutta questa “strategia” politica all’insegna dell’incoerenza, viene supportato dal suo compagno di scuderia, Giuseppe Rubino, che, da un lato, a parole, si erge continuamente a paladino dei diritti dei cittadini, ma, dall’altro, mostrando scarsa personalità, di fatto, preferisce accodarsi alle decisioni di Dionisi, abbandonando l’aula, sottraendosi ad un voto fondamentale per sbloccare dei fondi utili al bene della collettività e preferendo continuare a seguire la seduta consiliare e la votazione, da spettatore passivo, mediante la diretta streaming, come osservato dagli utenti collegati online.

Rubino assente ma presente virtualmente

Lo scrutatore non votante…

Lo scrutatore non votante”… “prepara il viaggio, ma non parte”, cantava Samuele Bersani.

Eppure, è passata solo qualche settimana da quando, durante la seduta consiliare del 18 maggio, lo “scrutatore non votanteRubino dichiarava: «Sia io che il consigliere Dionisi, pur formando un nuovo gruppo consiliare, è comunque nostra intenzione tener fede al programma da noi firmato e lavorare sempre e solo per il bene di Isola delle Femmine» (dal minuto 4:18 a 4:30).

Concetto che veniva ribadito dallo “scrutatore non votante” anche più avanti, sempre durante lo stesso Consiglio comunale: «Anche se noi ci siamo dichiarati indipendenti col gruppo consiliare “Fratelli d’Italia”, noi siamo qui (non abbiamo parlato male) per continuare ad approvare e sostenere il gruppo con cui ci siamo candidati […] Noi siamo qua per far capire ai cittadini, e non a loro né tantomeno a Pagano, che noi siamo qui per continuare a portare i progetti per Isola. No per Pagano, né per il gruppo di destra né per il gruppo di sinistra. Noi siamo qua per Isola!» (dal minuto 7:05 a 8:57).

Forse, per i consiglieri Dionisi e Rubino, votare per il trasferimento di più di 500.000€ al Comune di Isola delle Femmine non rientra nel programma che hanno firmato o nei «progetti per Isola» né tantomeno significa «lavorare sempre e solo per bene di Isola delle Femmine»?

Certo, è facile sui social fare populismo spicciolo a convenienza: quando l’amministrazione ottiene eccellenti risultati si sale sul carro e si cerca di condividerne i meriti, sottolineando “C’ero anch’io. Ho contribuito pure io”; quando, invece, le cose non vanno per il verso giusto e ci sono delle problematiche irrisolte, si cerca immediatamente di prendere le distanze, proclamando “Io glielo avevo detto e non sono stato ascoltato”.

Chiamasi strategia politica da scuola elementare. Deciditi: o sei dentro o sei fuori per tutto, a prescindere dalle vittorie o dalle sconfitte ottenute. “Un guerriero non è una foglia alla mercé del vento. Un guerriero si assume la responsabilità delle proprie azioni, anche delle più banali” (Carlos Castaneda).

«L’allontanamento dei due consiglieri del gruppo “Fratelli D’Italia” – dichiara il consigliere Bologna secondo me, è un allontanamento politico, di contrapposizione al gruppo del Sindaco. Se ne sono andati proprio per rimarcare questo dissenso nei vostri confronti. Questa delibera, se si potesse bocciare, noi la bocceremmo. Siccome non è una delibera che possiamo bocciare, perché viene il Commissario ad acta e l’approva, tecnicamente vi permetteremo di approvarla. Se noi votiamo contro, la delibera non passa» (dal minuto 22:30 a 32:22).

A quel punto, Bologna, per favorire l’approvazione a maggioranza della delibera, invita tre dei suoi consiglieri (Benedetto Nevoloso, Maurilio Puccio e Antonella Uva) ad allontanarsi dall’aula, in modo tale da mantenere il numero legale in Consiglio (7 consiglieri), venendo meno, in qualche modo, alla sua coerenza politica, ma, al contempo, mostrando grande senso di responsabilità, a differenza di Dionisi e dello “scrutatore non votante”. Questi ultimi, infatti, con il loro comportamento, hanno dato valore all’azione del loro nemico amatissimo Bologna.

La delibera viene approvata con 5 voti favorevoli (CambiAmo Isola e gruppo Misto) e 2 contrari (Bologna e Billeci).

Di certo, sbalordisce parecchio l’accorata difesa dei due consiglieri Dionisi e Rubino, nei confronti del loro gruppo di origine, proprio da parte di Stefano BolognaChiedetevelo voi dove avete sbagliato. Due che si sono sentiti traditi, non da me, ma da voi»), che per motivi diversi, è sempre stato acerrimo nemico di entrambi.

Con Dionisi le controversie risalgono alla notte dei tempi.

Con lo “scrutatore non votante”, in quasi 3 anni, non si contano le innumerevoli baruffe in Consiglio, tra citazioni bibliche, metafore spirituali sul “Guerriero della luce” e pubbliche accuse di presunti appoggi ecclesiastici, nati nelle sacrestie.

Ma, sappiamo bene che, in politica, come nella vita, spesso vige il detto popolare “Il nemico del mio nemico è mio amico”. Amara e triste verità. Chissà se la pensano così anche i due consiglieri del gruppo “Fratelli d’italia”.

Come se bastasse un colpo di spugna, una votazione, un abbandono d’aula, per cancellare il passato, nel bene o nel male, per rinnegare se stessi ed i propri millantati ideali di cambiamento.

Come se bastasse un incarico di Presidente (proposto e poi mancato) per ravvedersi, perfino, su chi, fino a qualche mese prima, era considerato il fautore del disastro economico-finanziario del proprio paese.

Se prestare il fianco al consigliere Bologna è una strategia politica, un atto di ritorsione per fare dispetto al proprio gruppo di origine, a discapito del bene dei cittadini, di certo non ci stanno facendo una gran bella figura. A meno che non ci siano “lavori in corso” per una riappacificazione epocale, già cominciata ad agosto 2022, secondo quanto riportato dal consigliere Rossella Puccio.

Che anche in questo caso, il vate Bologna avesse consultato l’oracolo di Apollo e sapesse dell’improvviso abbandono dell’aula di Dionisi e dello “scrutatore non votante” Rubino?

Il dubbio amletico è: Dionisi e Rubino sono l’ago della bilancia delle decisioni prese da Bologna in Consiglio comunale oppure Bologna è la cartina al tornasole delle azioni di Dionisi e Rubino?

Ma, soprattutto, il vero enigma da risolvere è: chi è l’oracolo di Apollo della politica isolana a cui ultimamente Bologna si rivolge per ottenere le sue profezie?

Daniele Fanale

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