17 Giugno 2024
Cronaca

Isola delle Femmine, TARI: scoperchiato il “Vaso di Pandora”.

Durante la seduta consiliare del 30 maggio scorso, uno dei punti all’ordine del giorno è stato la determinazione delle tariffe TARI 2023 per il Comune di Isola delle Femmine.

Nel suo intervento introduttivo (dal minuto 20:20 a 37:40), il sindaco Orazio Nevoloso ha voluto sottolineare gli ottimi risultati raggiunti nella lotta all’evasione e all’elusione della TARI, per quanto concerne gli esercizi che vanno dal 2020 al 2016, grazie all’immane lavoro svolto dalla sua Amministrazione e dagli uffici preposti.

Il contrasto all’evasione ed all’elusione della TARI

Un’intensa attività di contrasto, ancora in corso, che ha già permesso di ampliare la platea dei contribuenti, scovando quei furbetti che, per tanto tempo, hanno volutamente evitato di pagare la TARI, incidendo negativamente anche sulle tasche di tutti quegli onesti cittadini isolani che sono sempre stati ligi al dovere.

«Rispetto all’anno precedente – ha dichiarato il Sindaco – secondo i limiti imposti, avremmo potuto aumentare la TARI di ulteriori 95.000 €. Già, l’anno scorso, avevamo dovuto aumentarla di 100.000 €. Sarebbe stato per i cittadini un ulteriore salasso. Caricando tutte queste superfici, siamo riusciti a recuperare l’intero importo, facendo in modo, quest’anno, di non aumentare la TARI nemmeno di 1€».

Infatti, secondo quanto previsto dal Piano Economico Finanziario 2022-2025, il gettito TARI deve passare da € 1.693.357 del 2022 a € 1.788.185 del 2023.

I numeri

Nello specifico, grazie alla lotta all’evasione, sono stati recuperati 13.591 m2 di nuova superficie (3.396 m2 da utenza non domestica + 10.195 m2 da utenza domestica), ovvero più di 140 nuove abitazioni e 21 attività commerciali e artigianali totalmente sconosciute alle banche dati del Comune e, quindi, mai iscritte a ruolo.

In aggiunta, sono stati recuperati altri 23.971 m2 di superficie (1.335 m2 da utenze non domestiche e 22.636 m2 da utenze domestiche) derivanti da omissione infedele, cioè ascrivibili a quei casi in cui un cittadino dichiarava una superficie inferiore rispetto a quella reale.

Omissione infedele di dati

«La somma – ha precisato Nevoloso tra la superficie recuperata grazie alla lotta all’evasione (13.591 m2) e quella derivante da omissione infedele (23.971 m2) ci ha consentito di coprire l’intero aumento stimato di 95.000€, riconfermando le aliquote TARI determinate l’anno scorso.

Il senso è: pagare tutti per pagare un po’ di meno».

Pertanto, grazie all’attività di contrasto all’evasione e all’omessa o infedele denuncia della TARI, avviata nel 2021 per gli anni 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020, sono stati recuperati 37.562 m2 di superficie assoggettabile TARI, per un valore complessivo di quasi centomila euro. Restano ancora da passare al vaglio gli anni 2021 e 2022.

Inoltre, il Sindaco ha spiegato in che modo viene ripartita la tariffa TARI: il 72% ricade sulle utenze domestiche e solo il 28% su quelle non domestiche (attività commerciali, tra cui hotel, lidi, ristoranti, bar, ecc.).

La giustizia fiscale

«L’anno scorso – ha aggiunto Nevoloso avevamo già proposto, con un emendamento, la correzione di questa distribuzione percentuale (65% utenze domestiche e 35% utenze non domestiche), per il principio che chi sporca di più deve pagare di più. E’ una questione di giustizia».

La non approvazione di questo emendamento da parte del Consiglio comunale, nella seduta del 31 agosto 2022, a causa del voto contrario da parte del consigliere Bologna e del suo gruppo, ha fatto sì che i 100.000 € in più dell’anno scorso fossero, quasi per intero, coperti dalle utenze domestiche, cioè dalle famiglie di Isola delle Femmine.

Tuttavia, il Sindaco e l’attuale Amministrazione non demordono e ci riprovano un’altra volta, facendosi garanti del principio di equità fiscale, al fine di preservare le tasche dei cittadini. Pertanto, durante la seduta del 30 maggio scorso, viene presentata una nuova proposta, che prevede una ripartizione un po’ più equa delle tariffe TARI: 70% sulle utenze domestiche e 30% sulle utenze non domestiche.

I cittadini producono il 40% dei rifiuti ma pagano oltre il 70% dei costi di raccolta e smaltimento.

«Se i cittadini producono il 40% del rifiuto totale, perché allora devono corrispondere la TARI per il 72%?», si chiede ragionevolmente il sindaco Nevoloso.

Buona la seconda! Stavolta, il Consiglio comunale approva la proposta con 7 voti favorevoli (CambiAmo Isola, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto) e 5 contrari (Bologna e il suo gruppo). Ancora una volta, Bologna e il suo gruppo si schierano dalla parte delle attività commerciali, andando contro gli interessi dei cittadini.

Grazie a questa nuova ripartizione del carico TARI tra utenze domestiche e non domestiche, che prevede un abbattimento del 2% per quelle domestiche, le famiglie isolane avranno una riduzione dell’importo della TARI 2023 rispetto a quello relativo alla TARI 2022.

Tra il 2015 ed il 2020 mai aumentata la TARI, nonostante i costi aumentassero ogni anno.

Il sindaco Nevoloso ha, inoltre, sottolineato come l’Amministrazione Bologna, negli anni che vanno dal 2015 al 2020, nel perseguire una logica populistica finalizzata alla riconferma del mandato elettorale, non abbia mai aumentato la TARI di un solo centesimo, sebbene il costo della vita sia notevolmente incrementato, a causa di problematiche di carattere globale.

Questo ha generato, l’anno scorso, un sovraccarico fiscale per i cittadini, necessario per scongiurare un ulteriore squilibrio finanziario dell’Ente, dal momento che non vi è stato, in precedenza, l’aumento graduale richiesto dalle esigenze. «Lei è il sindaco dei sindaci – ha affermato ironicamente Nevoloso – Meriterebbe il premio Nobel dell’Economia…Ha fatto diventare Isola delle Femmine l’Eldorado della TARI».

Il “papà” delle cartelle TARI.

Dal suo canto, il consigliere Bologna, che in passato aveva ripetutamente rinnegato la paternità delle cartelle TARI, arrivate ai cittadini nel 2022, addossando tutta la colpa all’attuale Amministrazione Nevoloso, adesso, dopo aver sentito gli ottimi risultati raggiunti, in termini di lotta all’evasione e all’elusione, decide di farsi avanti, senza nemmeno richiedere il “test del DNA”, per reclamare e riconoscere questo suo presunto “figlio”, chiamato TARI, disconosciuto per tantissimo tempo.

Come a dire…Dopo che altri hanno fatto da “padre” ed allevato, con tanti sacrifici, il “figlio”, abbandonato per strada dall’ex sindaco Bologna, facendo egregiamente il duro lavoro dei “genitori” ed assumendosi gli oneri e le responsabilità di situazioni anche difficili (critiche incluse) per mantenerlo in ottima salute, arriva lui, il putativo “padre biologico”, a dire “Ridatemi mio figlio! Sono io il padre!”.

Eppure, fino a ieri, il consigliere Bologna non ne voleva proprio sapere di questa sua creatura, di questo suo brutto anatroccolo, ripudiato per tutti questi anni, perché considerato il disonore del suo casato politico, “colui” che poteva attirargli il discredito popolare.

Ora che il brutto anatroccolo è diventato un incantevole cigno da esibire, ecco Bologna “bussare alla porta dei cittadini” per dire “L’ho inventato io! E’ sangue del mio sangue”.

«Il percorso nel recuperare gli evasoriha affermato Bologna non è certamente merito di questa amministrazione. Il percorso è cominciato con quella famosa delibera che voi avete messo alla berlina» (dal minuto 43:20 a 44:00).

Eh no, troppo facile adesso!

La lotta all’evasione ed elusione TARI dimenticata nei cassetti.

Quando c’era da mettere in atto quella famosa Delibera di Giunta (n.184 del 19.12.2019) e cominciare seriamente ad intraprendere una lotta serrata contro l’evasione e l’elusione della TARI, l’ex sindaco Bologna si è tirato indietro e l’ha “dimenticata” tra le scartoffie del Municipio.

Quando c’era da prendersi i meriti e pavoneggiarsi per avere avviato un «percorso» (mai attuato né portato a termine da lui), volto alla salvaguardia dei principi di legalità, giustizia ed equità fiscale, il consigliere Bologna ha mostrato silenzio, indifferenza e disinteresse, rinnegando, prima e dopo il “canto del gallo”, per molto più di 3 volte, quel famoso «percorso», oggi intrapreso ed attuato soltanto dal sindaco Nevoloso e dalla sua Amministrazione, con l’invio di quelle “impopolari” cartelle TARI 2022.

Secca la replica del consigliere Pagano nei confronti di Bologna: «Lei è quello che ha fatto le denunce perché non le hanno ancora dato la liquidazione dell’indennità da Sindaco… Noi il fallimento lo abbiamo ereditato. Lei ha preso il Comune di Isola delle Femmine e lo ha distrutto! Noi ci siamo insediati e all’Ufficio Tributi c’era solo un dipendente. Lei, in 5 anni di amministrazione, non ha trovato un evasore!» (dal minuto 1:16:00 a 1:25:15).

Ma, sul fronte Ufficio Tributi, non è tutto!

Gli avvisi TARI ed i “dimenticati”…

Al momento di elaborare gli Avvisi TARI 2023 da inviare ai cittadini, l’Ufficio Entrate Tributarie, di concerto con l’attuale Amministrazione, ha deciso di introdurre il report dello storico dei pagamenti, strumento utilizzato ormai in tutte le bollettazioni (acqua, energia, telefono, ecc.) ed in qualunque paese d’Europa, con l’obiettivo di agevolare la cittadinanza nel verificare la propria posizione tributaria ed eventualmente sanarla, prima che il ruolo passi alla società di riscossione coattiva con un inevitabile aggravio della posizione tributaria.

Ebbene, per la serie “Le patacche dall’Eldorado della TARI non finiscono mai”, ecco emergere un’altra sorpresa: tantissime posizioni, regolarmente pagate dai cittadini negli anni addietro, non erano mai state caricate nella banca dati comunale. Per sanare questa ulteriore anomalia, l’Ufficio Tributi sta provvedendo a caricare, a vista, le ricevute di pagamento, in maniera tale da allineare i dati e le posizioni dei contribuenti. Ecco spiegato il motivo dei recenti disagi in cui numerosi cittadini si stanno imbattendo.

«Lei quella delibera (cfr. Delibera di Giunta n.184 del 19.12.2019) – ha proseguito l’avvocato Paganola doveva portare avanti! Non si doveva fermare alla vigilia della campagna elettorale (cfr. elezioni comunali del 2020), perché per un’idea ci si batte fino alla fine!» (dal minuto 0:20 a 12:10).

In pratica, il consigliere Pagano sembrerebbe affermare che la retromarcia di Bologna sia stata frutto di un mero opportunismo politico, in vista delle elezioni del 2020.

Sta di fatto che, non avendo mai applicato quella delibera, l’ex sindaco Bologna e la sua Amministrazione hanno deliberatamente deciso di non adottare un importantissimo strumento di lotta all’evasione e all’elusione della TARI.

Prova ne è che, in seguito ad ulteriori verifiche ed accertamenti, si è scoperto, secondo quanto riportato dal sindaco Nevoloso, che diverse attività commerciali, molto conosciute sul territorio, non avevano mai pagato la TARI, negli anni dell’Amministrazione Bologna (e non soltanto nel periodo della pandemia da Covid-19) (dal minuto 1:04:38 a 1:08:10).

Altre attività, non solo non avevano mai pagato, ma addirittura erano totalmente sconosciute alla banca dati comunale.

Questa sconcertante scoperta ha costretto l’Amministrazione Nevoloso a mettere in atto l’avvio del procedimento di sospensione delle attività (strumento introdotto, a livello regolamentare, nel 2022, grazie al lavoro del consigliere Pagano), al fine di recuperare le somme dovute, a salvaguardia dei cittadini onesti.

A tal proposito, il consigliere Pagano, nel ringraziare il Sig. Franco Noto, Responsabile dell’Ufficio Tributi, per l’egregio lavoro fin qui svolto, ha precisato come non ci sia un accanimento personale da parte dell’Amministrazione nei confronti dei gestori di queste attività commerciali, che in tutti questi anni non hanno mai pagato la TARI, ma piuttosto li ha invitati a regolarizzare la loro posizione ed a rivolgersi al Comune per chiedere le rateizzazioni e le agevolazioni che spettano loro, secondo il nuovo Regolamento per le rateizzazioni (anche questo introdotto dall’attuale Amministrazione).

Il “Vaso di Pandora”.

In pratica, grazie a questa massiccia ed incalzante azione di contrasto all’evasione e all’elusione della TARI, pare che il sindaco Nevoloso e la sua Amministrazione stiano scoperchiando un pesante “Vaso di Pandora”, da cui sono già fuoriusciti i primi “mali” che affliggono Isola delle Femmine.

Riuscirà l’Amministrazione Nevoloso a trovare la panacea per guarire il nostro paese da tutti questi “mali” e sanare qualche ferita ancora sanguinante?

Di contro, l’ex sindaco Bologna dovrebbe spiegare chiaramente alla cittadinanza come mai, in tutti questi anni di egemonia politica, stranamente non si sia mai accorto che vi fossero attività commerciali che non avevano mai pagato la TARI. Mancanza di controlli adeguati, negligenza o opportunistica indulgenza?

Qualunque sia la motivazione, e alla luce del suo continuo schierarsi dalla parte delle utenze non domestiche anche sul fronte della distribuzione percentuale delle tariffe TARI, è chiaro che i gestori di queste attività, nonché le loro ragguardevoli famiglie, gli saranno per sempre grati, nei secoli dei secoli. Amen.

Daniele Fanale

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